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Le buone maniere al tavolo (di Ville Wahlbeck)


Tutti quelli che hanno giocato a poker conoscono una sensazione: quella di saltare sul tavolo e prendere a pugni sui denti un avversario.
A me, questa sensazione non viene molto spesso. Almeno, nonmi viene da parecchi anni. Ma quando ho iniziato a giocare, era un'altra storia. Uno dei modi più sicuri per farmi tiltare era vincere un grosso piatto partendo da sotto, e dopo far capire che me lo meritavo.
Era una cosa che mi dava un fastidio tremendo. Mi dava la sensazione che valesse la pena farsi 10 anni di carcere per aver ficcato le chiavi della mia macchina nell'occhio di quel ragazzo. Sì, mi infastidiva fino a tal punto.
Questo accadeva allora, ma adesso non accade più. L'ho visto troppe volte. E siccome adesso ho anche dei figli, non posso permettermi di andare in carcere per 10 anni. Forse 2, ma non di più.
Dopo aver giocato per molti anni, ti abitui alle cose che vedi al tavolo. DEVI abituarti. E' mentalmente estenuante delirare per ciò che è accaduto. Escono le carte che escono, e non possiamo farci nulla.
Questo non vuol dire che sono immune al tilt. Sono ben lontano dall'esserlo. Sono ancora emotivo, ed odio ancora perdere. E prendere numerose bad beat o cooler influisce sul mio gioco.

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E qualche volta vengo influenzato dal comportamento degli altri giocatori. Non m'importa se qualcuno esulta o whina. Solitamente, lo trovo qualcosa di divertente o triste. Sopratutto quando lo fa qualcuno che gioca a poker da anni, e non ha ancora imparato a convivere con le bad beat.
La cosa che mi fa saltare i nervi è quando qualcuno insulta gli avversari o il dealer. E con il dealer, succede molto spesso. Come se fosse del dealer la colpa della sfortuna di qualcuno. Ed ho anche assistito a scene molto sgradevoli.
Probabilmente una delle peggiori è stata quella di un 30enne americano, circa 6 anni fa alle WSOP. Il dealer al nostro tavolo – una donna più grande di noi – ha fatto un piccolo sbaglio e questo giocatore ha iniziato ad insultarla. Ha continuato per molto tempo, lasciandosi andare ad insulti come "Tuo marito dev'essere l'uomo più sfortunato sulla terra".
Finalmente arriva il floorman, ed il giocatore è stato penalizzato per un round. Solo un round! E nemmeno per gli insulti, ma per aver usato la parola "F**k" (era ancora il periodo in cui alle WSOP c'era la ridicola regola di penalizzare per un turno i giocatori che usavano questa parola). Personalmente, penso che dovrebbero esserci regole molto ferree contro gli insulti ai dealer.
Le esultanze eccessive sono un'altra cosa. Non mi piacciono. Ed io amo vincere. Non sono contro le esultanze, ma bisogna capire che quando si vince un piatto, un'altra persona lo ha perso. E quando si esulta in maniera eccessiva, è come se ci si prendesse gioco dell'avversario. L'altra persona sta raccogliendo le sue cose e si sta allontanando dal tavolo a testa bassa, mentre tu insceni un (non molto) simpatico balletto.
Ma in questi casi, la vendetta è qualcosa di dolce. Non mi gongolo se riesco ad eliminare il giocatore contro il quale ho perso un grosso piatto partendo da sotto, ma mi limito a guardarlo per vedere se è ancora contento.

 
Tradotto da Marcellus88

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