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L'etichetta del poker: 1° parte

 

Il poker è un gioco che unisce suspense, brivido, eccitazione, competizione sportiva e fortuna e in contemporanea è molto divertente.

Sia coloro che giocano nel tempo libero che i professionisti  hanno scoperto per sé questo gioco, tuttavia con pretese differenti. Mentre i primi giocano soprattutto per il divertimento, gli altri prendono questo gioco molto più seriamente e in primis sono orientati al successo.

Per garantire il corretto svolgimento del gioco vi sono delle regole molto chiare. Senza di queste vi sarebbero continuamente discussioni in diverse situazioni, e di conseguenza sicuramente continui litigi. Ovviamente può succedere che ci siano, nonostante le regole molto chiare, diversi punti di vista sulle interpretazioni, però ne parleremo più avanti....

Accanto alle regole "rigide", vi sono anche delle regole non scritte, che hanno meno a che fare con il gioco stesso, bensì con il corretto modo di comportarsi, che dovrebbe rendere il gioco per tutti i partecipanti più gradevole. Questo insieme di regole/leggi non scritte è anche denominato "etichetta".

L'adempimento dell'etichetta dovrebbe essere importante per ogni giocatore, poiché aiuta ad ottimizzare lo svolgimento del gioco, a salvaguardare la correttezza e lo spirito sportivo. Questo, alla lunga, serve per salvaguardare il divertimento nel poker.

In questa serie di articoli trattiamo il galateo ai tavoli di poker, in cui osserviamo sia il gioco dal vivo (partite a casa e al casinò) così come alcune regole che sono importanti anche per il gioco online.

Etichetta 1: rispettare gli avversari

Bisogna rispettare tutti gli avversari, indipendentemente dal fatto che siano bravi o scarsi od a quale ceto sociale o etnia essi appartengano.

Nessuno dovrebbe essere discreditato in base al suo aspetto, religione e provenienza. Ai tavoli di poker si dovrebbe completamente evitare di parlare di politica o religione.

Ogni giocatore dovrebbe sentirsi a proprio agio. Un'atmosfera amichevole aumenta il divertimento per chi gioca nel tempo libero, e massimizza la vincita del professionista.

Il comportarsi da villano, ubriacarsi senza rispettare né le regole né l'etichetta, o iniziare a litigare o addirittura diventare maneschi, sono comportamenti assolutamente non accettati (No Gos). Anche se in TV, a volte, si può osservare un giocatore che cerca di provocare un avversario, non si dovrebbe mai imitare tale comportamento. Spesso questo è dovuto dal fatto che si faccia un po' di show per i media senza intento malevolo.

Etichetta 2: non offendere mai nessuno

È successo a Las Vegas, che un giocatore amatore molto ricco che si recava regolarmente sul posto solo per divertirsi a giocare contro i professionisti,  a causa del suo basso livello di gioco, finanziava sempre piuttosto bene gli altri al tavolo. Gli avversari sono sempre stati gentili con lui, lo salutavano sempre calorosamente, hanno diviso aneddoti con lui, lo consolavano quando perdeva e si congratulavano con lui quando riusciva a vincere un piatto.

L'atmosfera era sempre amichevole ognuno di loro si divertiva e l'ospite ricco si sentiva sempre a suo agio e benvenuto.

Poi successe che al gruppo si unì un'altro professionista, dopo un paio di ore questo incominciò a denigrare il milionario, insultandolo, dicendogli che era un maledetto pesce e che fosse il peggior giocatore di poker che aveva mai visto. Questo offese a tal punto il milionario, che perse la voglia di giocare a poker e non mise mai più piede a Las Vegas.

Gli altri giocatori (tutti professionisti) erano rispettivamente sdegnati dal comportamento del "collega", perché aveva fatto scappare una fonte di guadagno molto lucrativa.

Non per niente si dice: "Don't tap the aquarium" (non toccare l'acquario). Quindi non bisogna bussare contro l'acquario perché altrimenti i pesci scappano. Quando si aggrediscono e si offendono i giocatori scarsi, questo potrebbe spaventarli e farli ritirare dal gioco, e di conseguenza potrebbero scegliere un'altro hobby più divertente per spendere i propri soldi.

Con i giocatori più scarsi è più intelligente essere cortesi ed amichevoli. Spesso essi non giocano per vincere, bensì solo per l'integrazione sociale. Ed è normale che ogni tanto possa vincere anche il giocatore più scarso con un suck out, o perché abbia veramente la mano più forte.

Tuttavia dovremmo tentare di trattenere al nostro tavolo proprio questi giocatori. Poiché essi giocano spesso contro la matematica e alla lunga perderanno sempre. Quindi preferiamo che perdano i loro soldi al nostro tavolo anziché altrove.

È ovvio che bisogna essere gentili con tutti, indipendentemente dalla loro bravura, perché più rilassata sarà l'atmosfera tanto più si giocherà in scioltezza. Anche ai  miglior giocatori passa l'intenzione di vincere in secondo piano ed aumenta l'importanza di divertirsi, ed è proprio quello che si augurano i giocatori di successo .

Appena s'inizia a diventare aggressivi e scortesi e ci si accanisce troppo, accade che si diventi il nemico numero uno, e questo può tirar fuori il miglior poker da ogni avversario. Perché allora complicarsi inutilmente la vita?

Etichetta 3: non fate i sapientoni!

Spesso si osserva che un giocatore spieghi ad un suo concorrente come avrebbe dovuto giocare meglio la sua mano, quali errori esso abbia commesso e che giocando in un'altra maniera avrebbe vinto la mano e cosi via.

Invece, ai tavoli da gioco, non è molto sensato far notare continuamente all'avversario che abbia sbagliato. Trovarsi nel tempo libero con quel giocatore, e poi discutere degli errori commessi o ascoltare pareri degli altri, questa sì è una cosa giusta.

Però ai tavoli quando si fa sul serio e si gioca in dei tornei importanti, che senso ha spiegare all'avversario che avrebbe dovuto giocar meglio la sua mano, così avrebbe vinto di più o perso di meno. Ogni giocatore ambizioso vuole massimizzare il proprio profitto, quindi se un avversario commette errori, gli dovreste essere grati invece di giocare a fare maestro. Perché se nessun giocatore commettesse più errori, il poker diventerebbe un gioco di fortuna.

Anche se voi non siete orientati a massimizzare le vincite, gli altri avversari non vedrebbero di buon occhio che voi aiutate un giocatore a migliorare il proprio gioco facendolo diventare un avversario temibile. Con questo riducete la vincita attesa.

Perché un avversario a cui vengono spesso fatti notare i suoi errori, tenterà con tutta le sue forze di evitarli in futuro giocando il suo miglior poker. Allora perché complicarsi la propria vita e quella degli altri giocatori?

Se accadesse qualcosa di simile negli altri sport, tutti scuoterebbero la testa.

  • Esempio 1:

Alla finale degli europei di calcio si arriva ai rigori. Ora un giocatore va dalla squadra avversaria e racconta che il portiere si butta una volta a destra e l'altra a sinistra e al primo rigore si butta sempre a destra.

Gli avversari lo ringraziano seguono i suoi consigli e vincono.

Certo si può fare, ma si va contro lo sport ed il fine di voler vincere.

  • Esempio 2:

Siamo all'ultima buca dei British Open di golf. Due giocatori si contendono la vincita ed hanno lo stesso numero di colpi.

Il primo sbaglia il suo putt, tuttavia l'avversario non stava guardando così non ha potuto notare come sia rotolata la pallina. Ora tocca al secondo giocatore.

All'improvviso il primo giocatore lo avvisa che aveva mirato più a destra però la pallina è andata più a sinistra del previsto, per questo aveva sbagliato il colpo.

Il secondo giocatore lo ringrazia, si adegua e fa buca, vincendo così i British Open, intascando 200.000 Sterline in più del suo avversario. Hmmm.

Dunque se questo porta a delle incomprensioni negli altri sport, allora dovrebbe essere evitato anche nel poker. Ah, ancora una cosa: i vostri avversari ricevono un monte d'informazioni sul vostro gioco, se continuate a spiegarli come l'avreste giocata voi questa o quella mano.

  • Esempio:

Un uomo anziano siede con noi al Venitian a Las Vegas. Si arriva ad una mano in cui giochiamo contro un giovane all'heads-up. Il board è . Il nostro avversario chiama il nostro sostanzioso check raise al river con e noi gli mostriamo , vincendo con una scala.

L'anziano gli dice: "Ragazzo, come puoi chiamare. Io avrei, al turn solo chiamato, e al river sarei passato persino con un set".

Questo signore ci ha dato così un sacco d'informazioni. È disposto, anche con carte buone, a concederci una free card se il board diventasse un po' pericoloso. Se riceve molta azione contro è disposto a passare persino con mani molto forti, quando sono possibili delle mani ancora migliori.

Perciò possiamo adeguare la nostra strategia contro di lui (più bluff ecc.).

Quindi, non tramandate ai tavoli il vostro sapere. Se invece sono degli amici  a chiederlo quando ricapitolate la serata, cercate di dare solo dei consigli, comunque non durante il gioco.

Etichetta 4: evitate di esultare per la vincita di un piatto

Succede anche ogni tanto ai professionisti di esultare in modo esuberante la vincita di una mano. Bisognerebbe usare un po' di cautela, perché in contemporanea uno o più avversari hanno perso la mano.

Commenti del tipo "Come to daddy (vieni da papà)", "Who's your daddy (chi è il tuo papà)" o "Ship it, baby (tipo= dammi qua)", portano ad incrementare la frustrazione del/della perdente, e questo dovrebbe essere possibilmente evitato.

Non nuoce affatto mostrare un po' di spirito sportivo, sia quando si vince che quando si perde.

La cosa diventa più clamorosa quando in realtà si fa una mossa sbagliata (ad esempio chiamare da grande sfavorito), tuttavia trovando poi con molta fortuna uno dei pochi outs restanti, procurando all'avversario una bad beat. Specialmente ai tornei, questo è, per chi ha perso, spesso un momento estremamente delicato.

Dopo un suck out (scoppio) non fa male dire una cosa del tipo "Oh, i was very lucky (Oh, sono stato molto fortunato)", "Wow" o "Sorry (scusa)". Mentre "Lo sapevo che usciva uno dei miei outs, yeeaaahhhaaa" o qualcosa di simile è del tutto inappropriato.

Se si aveva un netto vantaggio, quando le chips sono finite nel piatto, si può fare un commento del tipo: "Sono felice che la mia mano abbia retto". Mentre commenti come "pesce" o "ma cosa pensavi" dovrebbero essere semplicemente evitati. 

Ed è uguale se si ha vinto da sfavorito o da favorito, il saltellare, il ballare, il cantare, lo sbraitare, è del tutto inappropriato e di cattivo gusto.

Vincere un piatto esultando in modo contenuto, vi fa apparire un giocatore leale e corretto.

Nel caso un giocatore avesse perso malamente, i vincitori vengono come indotti, poiché hanno vinto un bel piatto, a dare dei consigli. Questo si dovrebbe evitare, per i motivi riportati nel punto 3.

Etichetta 5: arrabbiarsi per i piatti persi

Così come non si dovrebbe esultare troppo per i piatti vinti, si dovrebbe mantenere altrettanto sotto controllo la rabbia per i piatti persi.

Strappare le carte, insultare i giocatori o il mazziere, scalciare, dare pugni sul tavolo o lanciare le chips per aria sono degli esempi negativi.

Neanche una bad beat dovrebbe farci scomporre. Chi di voi ha abbastanza esperienza, sa che una bad beat può capitare, e può capitare anche più volte di seguito. Bisogna essere contenti che si abbia trovato un avversario disposto a rischiare molto denaro da grande sfavorito. È proprio quello che alla lunga ci garantisce la vincita.

Inoltre valgono ancora gli altri punti dell'etichetta. Fare il maestro e spiegargli che ha giocato malissimo la sua mano e che ha vinto solo con fortuna, non è intelligente. Meglio dirgli "nice hand (bella mano)" e sperare che alla prossima situazione simile giochi alla stessa maniera, perché il nostro intento è quello di riavere indietro i nostri soldi e anche qualcosa in più.

Etichetta 6: rispettare il personale del casinò

Il mazziere è messo a disposizione dal casinò per velocizzare lo svolgimento del gioco, far sì che siano salvaguardate le regole e per sorvegliare il corretto flusso delle chips tra un giocatore all'altro (dal perdente al vincente). Dovremmo essere grati per questo.

Poiché si presume che le carte sono mescolate correttamente, la distribuzione delle carte è casuale.

Se dovesse succedere di essere card dead, ossia non avere per un lungo periodo delle carte giocabili, o che mancassimo ogni flop oppure riscontrassimo uno o più bad beats, questo farebbe parte della varianza. Ciò avviene sia dal vivo sia online, quindi non è colpa né del mazziere né della sala di poker.

È quindi assolutamente insensato insultare, sbraitare o addirittura aggredire il mazziere.

Purtroppo è noto che alcuni professionisti abbiano trasgredito in maniera eccessiva l'etichetta. Si è osservato che giocatori abbiano gettato le carte in faccia al mazziere e successivamente lo hanno insultato in maniera meschina. Questa è una clamorosa trasgressione dell'etichetta e dovrebbe essere penalizzata con la squalifica dal torneo e dovrebbero essere banditi dal casinò.

Etichetta 7: diverbi sulle regole

A volte vi sono discussioni sull'interpretazione delle regole. Questo viene favorito dal fatto, che molti casinò hanno delle regole interne che a volte si differenziano dalle regole standard.

La graduatoria delle regole è:

  • Regole standard
  • Regole speciali (ad es. ai tornei)
  • Regole della casa (ad es. ai casinò)

Ci si dovrebbe informare in anticipo sulle divergenze delle regole standard.

  • Esempio:

Nel casinò esiste la regola che la mano è "morta" quando si mostrano una o più carte, nonostante non si sia arrivati allo showdown (quindi che non via sia la possibilità di altra action).

Un giocatore ha puntato, un avversario passa, e chi ha puntato mostra i nuts, dimenticando completamente che un altro giocatore era ancora in gioco e che stava ancora riflettendo se chiamare o no.

La regola principale dice, che il giocatore che ha mostrato le carte può continuare a giocare solo in modo passivo (quindi al massimo può fare call o fold (ad es. ad un raise dell'avversario) però non può più rilanciare nuovamente).

Mentre la regola della casa dice che la mano è "morta", e vince così la mano chi stava ancora riflettendo sul da farsi.

È importante quindi,

  • prima dell'inizio della partita informarsi sulle regole della casa
  • osservare attentamente l'azione del tavolo (per non farsi sfuggire altri giocatori ancora attivi)
  • scoprire le carte solo quando il mazziere annuncia lo showdown.

Chiarimento delle domande sulle regole

In linea di principio la decisione del mazziere è quella da rispettare.

Se si ha l'impressione che il mazziere è insicuro e si è convinti di conoscere bene le regole, si può richiedere l'intervento del floor manager. Questo è un diritto di ogni giocatore e quando ci si trova in tale situazione, si dovrebbe rimanere sempre calmi e gentili.

Il floor manager, di solito, rappresenta la seconda ed ultima istanza, e la sua decisione dovrebbe essere accettata. Il gioco riprende velocemente e senza ritardi.

Solo in caso che il floor manager sia insicuro o vi sia un'evidente falla nelle regole, si può richiedere l'intervento della terza istanza vale a dire il direttore del torneo o il direttore del casinò. Però in questa situazione si arriva solo se:

  • ci sono motivi seri (perché il floor manager era a sua volta molto insicuro)
  • la conseguenza della domanda è in confronto molto complessa (ad es. quando si è convinti che il mazziere si sia sbagliato ha cambiare le chips, un giocatore non abbia pagato correttamente, ci sia stato un malinteso e la conseguenza potrebbe avere delle gravi percussioni finanziarie che potrebbero danneggiare o far terminare la sopravvivenza del giocatore al torneo).

Bisogna fare attenzione a:

che le domande e i fatti vengano illustrati con calma e in modo oggettivo. Si illustra l'accaduto rispettando la verità. Nei casi d'emergenza  (quando il mazziere ha violato le regole in maniera grave o non ha seguito bene un'azione) si può chiedere di controllare le riprese fatte dalle telecamere. Tuttavia anche questa è un'opzione che deve essere richiesta solo nei casi d'emergenza, poiché è un dispendio considerevole.

Per non rallentare inutilmente il gioco, si dovrebbe continuare a giocare fino al chiarimento della controversia, tranne che non ci si trovi ad un torneo in una situazione di all-in.

Etichetta 8: lasciare la mancia

La mancia per il mazziere

Nei cash game il mazziere (cioè il personale) necessita delle mance dei giocatori. Lo stipendio di base è al minimo livello ed è compensato dalle mance, incluso i contributi, prima che si parli di un bonus per i dipendenti .

Per questo ai casinò quando si vince un piatto, si usa elargire una mancia in base all'entità della vincita. Ad esempio se si gioca al NL Hold'em €1/€2 e si vince un piatto di €150, si può regalare uno o due Euro di mancia.

Se s'incassano solo i blind, poiché ad un vostro raise tutti passano, è ovvio che non è necessario dare la mancia. La stessa cosa vale per piatti esigui, che non sono stati rilanciati e la mano è terminata senza particolare azione.

Per le mance ci si dovrebbe orientare all'1% del piatto. Quando si vince un piatto molto grande ad es. di €15.000, è ovvio che nessuno lasci €150 € di mancia. In questo caso la somma adeguata sarebbe piuttosto tra i €20 - €50.

L'entità della mancia dipende anche dall'ammontare del rake. In alcuni casinò il tetto massimo del rake è di €10, in questi la regola dell'1% di mancia va benissimo. Mentre altri casinò esigono un rake globale del 5% con un tetto massimo di €50. In questi casi può essere anche corretto non lasciare alcuna mancia, o solo quando si vincono dei piatti veramente consistenti.

La mancia per il personale del service

Vi sono alcuni tornei in cui si paga un forfait per le bevande, quindi si ricevono ai tavoli le bevande che si vogliono senza limiti (tranne particolari bevande alcooliche, queste sono spesso limitate o del tutto escluse). Può avvenire, ad esempio nei casinò degli USA, che nella zona giochi vengano offerte delle bevande gratis.

Qui si usa lasciare al cameriere una mancia. Negli USA si è imposto di elargire per ogni bevanda $1di mancia (ad es. alle WSOP). In caso non si avesse del denaro a disposizione, si può pagare anche in chips. Ovviamente questo non vale ai tornei . Se si hanno solo delle banconote grandi (o chips, ad es. se la più piccola è €5), allora si può

  • o pagare in anticipo per le prossime bevande,
  • accordarsi di pagare dopo il terzo drink
  • o offrire da bere ad un paio di giocatori, che normalmente dovrebbero poi a loro volta fare altrettanto.

Se le bevande le dovete pagare extra, la mancia in tal caso dovrebbe essere intorno al 10% del prezzo della bevanda. Sono da fare eccezioni nei casi in cui le bevande abbiano un prezzo esorbitante, in tal caso si può rinunciare a lasciare mance (per protesta) o scegliere una percentuale ben al di sotto dei normali 10%.

Seconda parte.


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