È stato un altro anno denso d'impegni, in particolare per l'appena conclusa trasferta di marzo al Norwegian Championship. Per quanto riguarda i risultati, ho chiuso in terza posizione all'evento heads-up, il resto non è andato così bene. È stata comunque un'esperienza molto divertente e voglio condividerla con voi, visto che non tutti conoscono questo torneo.

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Il Norwegian Championship ha raggiunto l'undicesima edizione, vedendo crescere, di anno in anno, il numero di partecipanti. Le normative che regolano il poker in Norvegia ci hanno costretto a giocare l'evento in un altro Paese, quest'anno è stato il turno di Dublino (Irlanda).

La rassegna si sposta ogni due anni. Prima di Dublino è stata la volta di Riga (Lettonia), e prima ancora Nottingham (Inghilterra). Dovunque sia giocato resta sempre il Norwegian Championship. E solo i player norvegesi possono partecipare, tanto che al momento dell'iscrizione è richiesto il passaporto. Un appuntamento divenuto il più grande evento annuale di poker in Europa.

Quest'anno al Main Event di Dublino ci sono stati oltre 1.200 iscritti. Ricordo, invece, che quando è iniziato c'erano soltanto una quarantina di partecipanti, saliti poi a 90, 150 e così via. È un evento particolare perché molti norvegesi che vi partecipano non giocano normalmente gli EPT o altri campionati. Per tanti è più che altro un'occasione per divertirsi piuttosto che un impegno sportivo. Ci spostiamo verso la città che ospita il torneo, giochiamo, beviamo e ci godiamo l'ottima compagnia per un'intera settimana.

Curioso anche il suo svolgimento, con centinaia di norvegesi che prendono possesso di un casinò, in questo caso Dublino. C'è stato un momento in cui credo ci siano stati 58 tavoli cash disputati contemporaneamente, e il floor ci ha detto che siamo stati il secondo pubblico più numeroso di sempre. 

Ricordo quando il Norwegian Championship si è tenuto, nel 2008 e 2009, al Dusk Till Dawn di Nottingham. Un mio amico che organizza il torneo si è recato lì per chiedere ai gestori del casinò se erano preparati ad accogliere un gruppo di pazzi norvegesi. E cosa ancora più importante, voleva assicurarsi che ci fosse abbastanza alcol!

Gli fu risposto: "Tranquillo, sappiamo ciò che facciamo. Siamo inglesi, organizziamo tornei ogni settimana". E poi le birre sono finite durante prima serata! Questa la risposta del casinò: "Wow pensavamo bastassero per una settimana!". Quando tornammo l'anno successivo erano molto più preparati.

Il Norwegian Championship non è cresciuto solo in termini di dimensioni, ma anche dal punto di vista della gestione. I nostri dealer e lo staff adesso sono gli stessi dell'EPT, il gioco è più fluido e il divertimento assicurato. L'atmosfera è unica perché i partecipanti oltre a cercare la vittoria sono interessati a divertirsi.

Ogni anno non vedo l'ora di partecipare. E anche se in effetti si è appena concluso, sto già pensando al prossimo anno!

Johnny Lodden è membro del Team PokerStars Pro