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Intervista: Fabretti sogna l'Ept

Voleva fare il giornalista ma ha capito presto che il suo futuro sarebbe stato al tavolo verde: addio allora alla penna e al microfono e benvenute carte da gioco, computer e Pokerstars. Avremo forse perso un valido collega, in compenso abbiamo guadagnato un ottimo giocatore di poker. Fortissimo al tavolo e sempre disponibile a spiegare con semplicità i segreti di questo gioco misterioso e affascinante. Pier Paolo Fabretti ha inaugurato alla grande il mese di ottobre e ha vinto in scioltezza il suo primo braccialetto alle ICOOP.

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"E' iniziata davvero bene questa avventura delle ICOOP, la mia prima giornata è stata molto lineare e mi ha permesso di chiudere attorno alla ventesima posizione. E' stata molto più complessa la giornata finale, con tanti saliscendi e con momenti davvero difficili nei quali però non ho mai perso la calma, la concentrazione e la fiducia in me stesso. Quando poi siamo rimasti in 36 mi sono accorto che c'era un po' di timore in molti giocatori. Stavano chiusi, ho percepito la loro paura e ho capito subito che cambiando marcia in maniera decisa avrei potuto prendere un bel vantaggio. Così ho cominciato ad attaccare e non mi sono più fermato, ho eliminato cinque o sei avversari di seguito e sono arrivato di slancio al tavolo finale. Anche lì ho percepito il timore dei superstiti quando chiedevano di fare il "deal", ovvero di dividere il montepremi, anche in quella circostanza ho tirato dritto per la mia strada rifiutando ogni accordo. Volevo giocarmela, da solo, fino in fondo. Volevo vincere e alla fine ho avuto ragione".
 
Sei riuscito poi ad andare a letto dopo una vittoria del genere?
"Beh, l'adrenalina era a mille, erano ormai le sei del mattino dopo quasi nove ore di battaglia e il cuore non ne voleva sapere di diminuire i battiti. E' stata un'alba bellissima con la mia fidanzata e con il mio amico Simone Ruggeri, che è venuto subito a casa mia per festeggiarmi e poi tutti insieme siamo andati a fare colazione. Una gioia immensa".
 
Grande risultato e poi… un premiuccio mica male
"Hai ragione! Anche se al momento quello che mi dà più soddisfazione è l'affermazione in un grande torneo, è la mia prima grande vittoria e ci voleva. E' anche vero però che quel "premiuccio" mi aiuterà a coronare un sogno, che poi è il sogno di tutti, ovvero una casetta per me e per la mia fidanzata Giulia".
 
Giocatrice anche lei?
"Si diverte a seguirmi e a giocare su Pokerstars tra un esame e l'altro all'università, ma ogni tanto si toglie anche qualche soddisfazione: a Sanremo il primo maggio ha vinto il Ladies Event".
 
Torniamo al tuo successo alle ICOOP, una vittoria così cambia qualcosa nella vita di un professionista?
"Ho lavorato e studiato tanti anni per raggiungere questi livelli, ma è chiaro che quando arriva un'affermazione di questo genere si acquisiscono una consapevolezza e un morale che rende tutto più facile. Anche pensando ai prossimi tornei".
 
E' vero che prima di questo torneo hai staccato un po' la spina?
"Si è vero. Non ho giocato per quasi sette giorni di fila e probabilmente ho ricaricato bene le pile, ho recuperato freschezza e lucidità mentale. A me di solito piace giocare tanto e rimanere in costante allenamento ma a volte, prima di tornei molto impegnativi e stressanti, può essere utile "staccare" un po' e prepararsi mentalmente alla grande sfida".
 
Tu sei molto bravo nei tornei, nel cash e in head's up ma qual è la specialità che ti piace di più?
"Sicuramente i tornei multitavolo. E' la specialità che prediligo e quella dove mi sento più sicuro del mio gioco".
 
E nel cash come è andata in questi primi mesi on line?
"Direi bene, ho giocato oltre duecentomila mani e ho ottenuto un ottimo 'Profit'"
 
Prima della fine dell'anno arriverà anche un altro obiettivo per te molto importante?
"Si, ormai manca poco alla sesta stella, è un impegno che avevo preso con me stesso e tra un mese credo di poter tagliare anche quel traguardo. Mancano 180.000 VPP e poi diventerò supernova elite".
 
Insomma una grande affermazione on line, una stagione di tutto rispetto, il traguardo di supernova elite a un passo, cosa puoi chiedere ancora al 2011?
"Un desiderio ci sarebbe e si chiama EPT. Tra pochi giorni inizia Sanremo, il torneo che rappresenta il sogno di ogni giocatore italiano. Due anni fa sono arrivato cinquantesimo, a maggio purtroppo è finita un po' prima ed è per questo che mi piacerebbe tornare su quei tavoli per vincere finalmente un grande torneo live. Mi sto preparando bene e chiudere la stagione con una affermazione a Sanremo sarebbe veramente il massimo".
 
In bocca al lupo Pier.


Fonte: Davide Dezan www.sportmediaset.mediaset.it

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