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Il check/raise al river (pt 2)


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Come detto nella prima parte dell'articolo, andiamo ad analizzare il TP della mano giocata da Hero:
abbiamo , una mano troppo forte da foldare contro lo steal di questo avversario e troppo debile per 3bettarla. Per questo decidiamo di flattare, aggiungendo i 2BB che servono per vedere il flop.
Il flop ( ) è un flop terribile da check/raisare, perché possiamo rappresentare veramente molto poco. Tuttavia, siamo ancora avanti a gran parte del range di c-bet dell'avversario, per questo il check/call è probabilmente la miglior linea da seguire. L'avversario punta 4.5BB e chiamiamo.
Al turn scende un bellissimo , che ci regala circa 13 outs contro il nostro avversario (gli A non sono sempre outs, e neanche tutti i quadri potrebbero esserlo, se il nostro avversario avesse un set). Anche qui il piano è quello di check/callarlo, se abbiamo le odds. Il check/raise non è una brutta idea, ma quasi mai verremo chiamati da mani peggiori e potremmo anche far foldare mani migliori. Saremmo anche potuti uscire donkbettando, ma, di nuovo, faremmo foldare il nostro avversario troppo spesso. Riceviamo un check behind.
Al river scende una : abbiamo il nuts!
STOP! Pensiamo, prima di agire: l'avversario ha checkato al turn su una carta assolutamente blank.
Può avere una monster? No.
Può avere un draw? No.
Può avere una mano con valore di showdown? Possibile.
Può avere una mano con la qual valuebettare? Il nostro avversario qui punterà sicuramente con mani come QJ o 88 (perché questo è uno spot dove tendiamo all'hero call).
Può avere aria? Probabile.
Può puntare in bluff? Una buona percentuale di volte.
Tutti questi fattori rendono il check/raise la mossa migliore qui, perché il suo betting range è più ampio del suo calling range. Il nostro avversario può puntare in bluff o in thin value bet, e potrebbe anche chiamare il nostro check/raise con QJ.
Un altro motivo per check/raisare è che, anche se abbiamo tenuto una linea molto passiva, faremo sapere al nostro avversario che non potrà bluffarci sempre. Se tentiamo il check/raise, conseguiamo 3 risultati: se lui checka dietro, vedrà che siamo capaci di checkare anche con nuts; se punta e chiama il nostro raise, avremo lo stesso risultato di prima; se punta e folda al nostro raise, saprà che siamo capaci di check/raisare il river.
In sostanza, il check/raise è lalinea migliore in questo caso.
Noi checkiamo, l'avversario punta 11.5BB (stack residuo effettivo: 81BB). Noi rilanciamo a 39BB, l'avversario pensa un po' e chiama con .
Questa mano ha portato a due immediati aggiustamenti nel gioco dell'avversario contro Hero: il primo è stato che ha provato a mettermi dentro in più spot, in quanto pensava che fossi un giocatore scarso; il secondo che ha iniziato a giocare un poker ABC postflop contro Hero nei piatti grossi. Il che, ovviamente, va tutto a vantaggio di Hero!

 
 
Riassumendo
Il check/raise al river è raramente la mossa migliore
Necessita solitamente di history ed avversari aggressivi
Deve essere usato quando il range di bet dell'avversario è superiore al suo range di call.

 
Tratto dal forum twoplustwo
 
Tradotto da Marcellus88

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