Questo articolo è stato scritto da Luca Pagano per PokerStarsBlog.com, noi lo vogliamo riproporre così come è stato scritto per non filtrare in nessun modo le parole del nostro PRO.
In questo articolo Luca si occupa del parallelismo tra la sua attività di giocatore e quella di imprenditore. Buona lettura!


Ciao a tutti,

vi sto scrivendo dall'Italia dopo la nuova esperienza di successo appena conclusasi a San Remo.
E' stata la sesta volta che l'EPT si è disputato nella Città dei Fiori e quasi 800 giocatori hanno partecipato al Main Event vinto da Ludovic Lacay.

Come sapete, una delle ragioni principali per cui seguo da vicino i risultati in termini di presenze agli European Poker Tour di San Remo, è riconducibile al fatto che fin da qualche anno l'azienda che ho creato è stata la prima ad attirare verso il nostro Paese, professionisti di poker da tutto il mondo.

 

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Ho sempre avuto un approccio di tipo imprenditoriale verso il poker: il rischio, l'investimento, il guadagno, il ricavo, tutto. Questo tipo di atteggiamento l'ho avuto ben prima di cominciare a giocare a poker: a 19 anni ho aperto una società nel settore dell'informatica che si prefiggeva come fine ultimo quello di insegnare alle persone come usare il computer.

Il poker arrivò poco dopo; ho cominciato a giocare a soldi finti su PokerStars, per poi passare al cash game e diventare un giocatore vincente.
Questi primi passi mi portarono non molto tempo dopo, a ragionare su come fosse possibile combinare i miei interessi con la creazione di un business nel settore del poker, fu allora che con mio padre decidemmo di aprire una società che a quel tempo ancora non esisteva in Italia: ci mettemmo in testa di organizzare eventi di poker live.

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Abbiamo cominciato circa 10 anni fa creando delle crociere nelle quali il poker diventava la parte fondamentale del soggiorno in nave, poi abbiamo deciso di organizzare il primo vero evento di Poker in Italia, nel 2006, presso il Casinò di San Remo.
In quel periodo PokerStars non era ancora entrata nel mercato italiano, per cui mettemmo in pratica esclusivamente degli eventi denominati "Campionati Italiani", solo dopo un paio di anni la mia azienda ha cominciato a collaborare con PokerStars istituendo l'Italian Poker Tour (IPT).

 

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E' stato molto bello vedere nascere e crescere i tornei in Italia, piano piano trasformarsi in qualcosa di importante per la comunità pokeristica nazionale. Ovviamente è stato un bene per la mia vita professionale coniugare i miei interessi con le mie attività, ma altrettanto soddisfacente è stato dare qualcosa ai giocatori italiani. Il poker è la mia vita, ma non voglio arrivare a 50 anni e dire ai miei figli che il loro papà ha giocato solo a poker. Non che questo sia necessariamente un male, ma a causa della mia mentalità imprenditoriale ho sempre pensato che avrei potuto fare di più.

Penso che le imprese rivestano un ruolo davvero importante nella vita di tutti i giorni e possano migliorare la società immettendo nel mercato servizi e prodotti sempre migliori.
Per questo, come dicevo prima, sono convinto che l'approccio di tipo imprenditoriale anche verso il gioco possa essere profittevole. Il poker può presentare situazioni estreme di difficile interpretazione che richiedono logica e chiare prese di posizione per essere risolte.

Sono le stesse situazioni che si presentano durante l'esecuzione del mio business, non cambia molto.

 

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Mi permetto quindi di proporre ai giocatori che hanno interessi anche nel business, di provare a studiare dei modi per legare le due attività. In questo modo entrambe le cose risulteranno remunerative e divertenti e saranno un valido aiuto per voi e la comunità del poker stessa.

Luca Pagano