javascriptNotEnabled
Home / Video /

IL GIOCO È UNA COSA SERIA: A Rivoli proposte per contrastare il gioco d’azzardo patologico

By misterD77 -

Rivoli - Si è concluso il seminario "Dipendenze comportamentali: progetto sperimentale nazionale di sorveglianza e coordinamento/ monitoraggio degli interventi" che rientrava in un ciclo di incontri del progetto nazionale:  IL GIOCO È UNA COSA SERIA! In prima fila il  CCM – Ministero per la Salute, insieme all'ASL TO3 per la Regione Piemonte, varie Amministrazioni, Forze dell'Ordine, Servizi socio-sanitari, rappresentanti dell'AAMS, commercianti e istituti scolastici di 8 Regioni.

 
IL GIOCO È UNA COSA SERIA: A Rivoli proposte per contrastare il gioco d'azzardo patologico thumbnail

 
La giornata è servita come confronto e momento di diffusione dei dati elaborati negli ultimi anni in tema di gioco d'azzardo patologico e illustrazione di alcune scelte avvenute nelle singole Regioni, come quella del comune di Empoli dove per l'apertura e la gestione delle sale giochi è obbligatoria sia una distanza non inferiore ai 250 metri da scuole, ospedali, chiese e altri luoghi considerati sensibili e un l'orario di apertura dei locali  che va dalle 14,00 alle 24,00. A Padova invece è stata aumenta la distanza a un raggio di 500 metri dai luoghi sensibili all'interno del quale non è possibile possedere  macchinette e aprire sale giochi.
 
Gli italiani, insomma, giocano sempre di più e purtroppo molti sono i casi di dipendenza. A questo proposito Sabrina Molinaro ha illustrato i risultati del report svolto dal CNR dal titolo 'L'Italia che gioca: uno studio su chi gioca per gioco e chi viene giocato dal gioco'. La ricerca ha avuto un campione di soggetti intervistati con una compilazione anonima di un questionario ricevuto per posta. Gli intervistati sono stati scelti in modo casuale dalle liste anagrafiche dei comuni selezionati.  Circa 15 milioni di Italiani hanno riferito di aver giocato somme di denaro una volta nel corso della vita (38,3% della popolazione 15‐64 anni), di cui il 50% maschi e al 29% donne. Sabrina Molinaro sostiene che "L'identikit del giocatore "una tantum" descrive un uomo giovane, tra i 25 e i 44 anni, con un livello di istruzione medio alto che vive da solo o con amici ed ha un lavoro affermato, come l'imprenditore o il dirigente. Giocano meno le casalinghe e i pensionati, le persone con figli oppure i commercianti o i liberi professionisti. Si gioca di più nelle regioni del sud Italia, infatti dalle prevalenze regionali, risulta più diffuso il gioco tra i residenti del Molise (57,5%), seguiti dalla popolazione campana e da quella siciliana rispettivamente 51,5% e il 50,7%). I territori regionali con percentuali più basse di giocatori sono invece la Valle D'Aosta e il Trentino Alto Adige con il 31,9%. Il 71% della popolazione italiana percepisce come rischioso il gioco d'azzardo ma solo il 60% disapprova i giochi in cui si vincono o perdono soldi. Per quanto riguarda la spesa pro capite, nel 2009 l'importo investito da ogni italiano ha superato per la prima volta i 1.000 euro. Prendendo in esame la prima annualità in cui la quota investita era pari a 326 euro, nel 2006 questa è quasi raddoppiata ed è risultata pari a 956 euro nel 2008".
 
Momenti di confronto come questi vanno auspicati e sollecitati  in continuazione, proprio per informare e definire i confini tra gioco sano, sportivo e gioco viziato, legato a dipendenze molto pericolose.

Fonte: www.agicops.com

Per inserire un commento, devi fare il login o registrarti.
Inizia
Sei nuovo? Leggi i nostri contenuti per iniziare la tua formazione di Poker.
Già registrato? Fai il Login qui
javascriptNotEnabled
Apprendi Dalle strategie di base a quelle avanzate
Pratica Migliora le tue conoscenze con i nostri allenatori
Vinci Diventa un giocatore vincente
/INIZIA A GIOCARE ORA/
The League Benvenuto a 'The League', la più grande e appassionante lega di Poker ...
€3,000 in palio ogni mese
Altro
/Guarda/
Rilassatevi e godetevi i video del corso