Mauro Piacentino, giocatore a 360° sia del poker online che di quello dal vivo, parla della sua esperienza vincente al tavolo cash game High Stakes.

Il poker prende sempre più piega e considerazione in tutti gli ambienti. Dopo il successo delle manifestazioni sportive sotto forma di torneo, ora sembra sempre più infuocata anche la sfida ai tavoli in modalità Cash Game.

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Mauro Piacentino

 

Mauro Piacentino è stato uno dei due qualificati al tavolo High Stakes che si è tenuto con i Pro del Cash Game e i Pro PokerStars presso il Casinò di Sanremo a fine ottobre, durante la tappa dell'EPT.

Mauro, sorridente come sempre racconta ai lettori la sua performance riuscita a costo zero, grazie alla qualificazione ottenuta nella promozione su PokerStars.it: "E' successo tutto velocemente, ma soprattutto inaspettatamente.

Pochi giorni prima del "freeroll" online mi sono ricordato della promozione PokerStars.it che dava un ticket a tutti coloro che avevano prodotto un volume di gioco mensile e, quindi, un determinato numero di VPP.
Ho preso il ticket e mi sono iscritto a questo torneo che vedeva 300 giocatori alla partenza.

Come potete immaginare in un torneo first take all (ovvero il primo prende tutto, anche se in questo caso erano i primi 2), puoi fare ben poche strategie, devi solo cercare di fare chip e sperare che giri nel verso giusto.
Fortunatamente è andata così, mi hanno retto tutti i colpi in cui partivo davanti e mi son trovato al final table con un bel margine sugli altri.

Il momento più difficile è stato la bolla: rimasti in tre ci siamo ritrovati tutti pari stack e lì la guerra di steal si è fatta davvero accesa e la tensione saliva minuto dopo minuto.

Per fortuna mia, però, la mano finale l'ho vissuta da spettatore poiché si sono ritrovati a resti preflop gli altri due contendenti e, a quel punto, era totalmente indifferente chi dei due vincesse. Io avrei centrato l'obiettivo e potevo già festeggiare essendo i miei rivali pari stack.

La soddisfazione di vincere un torneo del genere e avere di conseguenza la possibilità di partecipare a un nuovo tavolo televisivo era palese, tuttavia ero consapevole che non avevo fatto ancora nulla di concreto,poiché il difficile sarebbe arrivato nel momento del Cash Game che, per usare un eufemismo, non è certo la mia specialità, tutt'altro!"

La convinzione nei propri mezzi e la fiducia sono elementi importanti per un giocatore, ma anche la capacità di tenere i piedi per terra con umiltà e concentrazione non è da sottovalutare.
Mauro Piacentino prosegue su questo piano il proprio racconto: "Il Cash Game è una modalità che non digerisco al meglio, essendomi avvicinato a questo gioco come poker sportivo, ho sempre interpretato la specialità nella modalità torneo e Heads Up o Sit &Go. Dunque ero perfettamente consapevole che mi sarei ritrovato in un tavolo di giocatori professionisti, esperti e molto "skillati" (ndr tecnicamente preparati), con i quali sarebbe stata dura portare via anche solo un euro.

Per questo motivo ho deciso che sarebbe stato inutile sedersi lì ad aspettare le carte, sperando che qualcuno mi regalasse chissà cosa. Dopo approfondite valutazioni ho optato per uno stile più aggressivo rispetto al solito, perché essendo io il "looser cannon", al tavolo mi avrebbero potuto vedere come quello scared money (ndr letteralmente: paura dei soldi; In gergo pokeristico viene utilizzato con riferimento a quei giocatori che si lasciano influenzare nelle proprie scelte dallo stack o dal bankroll che hanno davanti o a disposizione), ovvero colui che mette dentro solo con qualcosa di grosso in mano.
Dopo poche mani cerco di attuare la mia strategia e inizio proprio contro il giocatore (a mio parere) più skillato al tavolo. Perché? Perché era quello maggiormente capace di foldare la sua mano: Andrea Dato.

La situazione perfetta si presenta quando sono di bottone e ho 6-4 suited, mano che gioca molto cash. Andrea rilancia e io entro nel piatto, restiamo io e lui.

Al flop cascano A-3-8 rainbow (ndr tutti semi diversi, nessun progetto aperto di colore) e nella mia testa è il miglior board che potevo prendere, sconnesso e con l'Asso.

Decido di andare in floating (ndr semplicemente chiamare la puntata) al flop, per andare a prendere il piatto successivamente al turn.
Chiamo quindi la puntata al flop e sul turn casca un 2 di fiori. Andrea esce ancora puntando e io metto in pratica ciò che avevo pensato di fare con un raise credo ben dimensionato. Dopo qualche minuto Andrea chiama e qualche pensiero sale, ma al river la fortuna si mette dalla mia e chiudo nuts col 5... ci vuole anche un po di fortuna in questo gioco, no?"

Mauro Piacentino conclude il racconto: "Nel prosieguo del tavolo cerco invece di giocare più controllato entrando solo negli spot giusti e con posizione. Con questa strategia riesco a portare a casa un buon profitto di 8.000 euro.
Un'esperienza davvero affascinante che mi ha permesso di capire un po' più a fondo quali siano i meccanismi dietro agli high stakes cash, disciplina che, tuttavia, difficilmente sarà capace di appassionarmi a fondo."

di Matteo Viola