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Gruppo sanguigno: AC+ (di Jennifer Shahade)

Uno dei giornali di mia madre parla di quando lei e suo padre andassero a visitare il Resorts di Atlantic City per giocare a blackjack, quando le regole erano più favorevoli per i giocatori: "Diverse volte a settimana, Mike ed io lasciavamo nostro figlio con la babysitter, prendevamo il bus mentre aspettavo una figlia e giocavamo a blackjack fino all'alba. Eravamo come delle macchine che non cambiano mai sistema, che giocavano senza emozione e senza esitazione."
 
Mio padre ricorda che prendeva pause solo per mangiare ostriche e zuppa di molluschi.
 
"Era come un negozio di caramelle" ricorda, parlando di come riuscisse a vincere il 75-80% delle sessioni. "In pratica regalavano soldi alle persone che giocavano una strategia perfetta e sapevano contare le carte, anche a livello molto basilare".
 
La mattina in cui sono nata a Philadelphia, i dottori hanno detto a mio padre di rilassarmi perché stavo bene, ma non sarei uscita dal reparto di cure intensive per un po' di tempo. Così è andato al Resorts di Atlantic City per giocare un altro po'. "Era la vigilia di Capodanno" mi ha detto "Ed avevi bisogno di un paio di scarpe nuove".
 
Quindi credo che AC (Atlantic City) sia il mio gruppo sanguigno.
 
Negli ultimi anni sono stata meno ad AC a causa del mio ruolo di ambasciatore per PokerStars. Tra viaggi per gli scacchi e per il poker, però, ho visitato posti come le Bahamas, Monaco, Toronto e Gerusalemme.
 
Quindi ero contentissima quando ho sentito che PokerStars ha dato l'annuncio dell'apertura il 21 marzo, a 60 miglia da casa mia, della partnership con il Resorts.
 
Durante il primo meeting di PokerStars al Landshark Grill, ho parlato con il primo giocatore del New Jersey, che aveva tantissime domande sulla liquidità, sul setup degli account e sul programma dei tornei.
 
Una delle persone più interessanti che ho incontrato è stato Stephen Kmet, che recentemente è apparso al Biggest Losers con sua moglie Jacky. Io ero solita guardare Biggest Losers per trarre ispirazione dalle persone che avevano perso molto peso grazie a diete e sacrifici. Ho presentato Stephen a Lee Jones,  che a sua volta si preoccupa molto dell'alimentazione e che ha trasformato la sua vita in una molto più salutare circa 5 anni fa. Quando ha scoperto che Stephen è arrivato secondo, sfiorando il primo premio da $250.000, Lee Jones gli ha chiesto una domanda molto comune nel mondo del poker: "Quanto hai perso?"
 
Circa 60 kg è stata la risposta.
 
 
Stephen, che aveva portato le carte ed un chip set, ha ammesso che il poker lo ha aiutato a sviluppare una strategia di sopravvivenza.
 
"Non volevo perdere troppo peso durante una settimana specifica" ha detto, perché per il suo metabolismo sarebbe stato troppo difficile fare lo stesso la settimana successiva. Stephen si è descritto come un giocatore amatoriale molto serio, che si impegna a lavorare nel suo gioco e si è detto felice di poter giocare nuovamente online.
 
È stato anche bellissimo poter incontrare due grandi amiche, Jamie Kerstetter e Katie Stone. Di tutte le persone che ho conosciuto grazie al poker, due tra quelle con cui ho stretto un legame più forte erano lì.
 

 
Anche mio padre è molto contento di poter tornare a giocare, e di riattivare il suo nickname "CageyVeteran".
 
Tratto da pokerstarsblog.com
Tradotto da Marcellus88
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