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Giocare AA (pt 6)

 
 
11. Postflop: proteggere lo stack
Questo concetto potrà sembrare ridondante, ma è bene che quest'idea entri per bene nella nostra testa. Proteggere il nostro stack non è come proteggere la nostra mano (cosa del quale abbiamo sicuramente tanto sentito parlare). Per "proteggere la mano" si intende aggredire i nostri avversari che hanno un punto inferiore al nostro, ma che potrebbero superarci. Proteggere il nostro stack è simile, ma con una particolare enfasi su quando decidiamo di esporre il resto del nostro stack. In particolar modo, non vogliamo entrare in situazioni dove abbiamo EV marginaleo sconosciuto, sopratutto quando non abbiamo ancora investito molto.
E' l'idea che a volte proteggere il nostro stack è più importante di provare a vincere il piatto ad ogni costo (senza che, ovviamente, diventiamo dei giocatori nit, cercando cioé di capire in quale situazione è meglio farlo).
 
 
Ci sono volte in cui veniamo rilanciati al flop su un brutto board, quando non abbiamo ancora investito molto. Il problema è che non siamo sicuri se il nostro avversario ci abbia check-raisato con un draw o con un set. Se non abbiamo ancora investito molto nel piatto, ma vediamo che, continuando, diventerà molto grande, va bene passare AA, sopratutto se non ci sentiamo a nostro agio nel procedere (ovvero se non abbiamo una buona lettura del nostro avversario). Le carte non ricordano che abbiamo appena avuto AA, e non vi faranno aspettare altre 221 mani prima di ricevere di nuovo AA. Non dobbiamo, ma possiamo sicuramente aspettare uno spot migliore. Se, in una situazione del genere, passiamo e siamo battuti, abbiamo salvato un sacco di soldi. Se siamo avanti, abbiamo perso un poco di EV. Ma se continuiamo la mano, veniamo battuti e perdiamo un grosso piatto...Questo è un errore molto più grosso che perdere un poco di EV.
Ecco, per esempio, una mano giocata qualche settimana fa: l'avversario era estremamente nitty, con una 3bet attorno all'1%, aggressione e percentuale di c-bet molto bassi. Ho rilanciato, vengo 3bettato e decido di chiamare. Abbiamo visto il flop in HU, che era K92r. Avevo un ampio numero di mani giocate con lui, ed avevo pensato che avesse, verosimilmente, qualcosa come AK/KK (cosa molto possibile, visto che aveva una percentuale di 3bet dell'1% su molte mani). AK era possibile, ma i miei due A diminuivano le possibilità che ce l'avesse. Anche AA era possibile, ma ancor meno probabile. Con questo particolaretipo di avversario, ho pensato di abbandonare la mano senza troppi patemi. Quando ho checkato e lui ha pottato, potevo sperare che avesse AK o QQ per 3bettarlo, ma non avendo ancora investito molto ho pensato che andasse bene passare. Se avesse avuto KK ed avessi continuato, avrei perso probabilmente tutto lo stack. Se invece avesse avuto AK o QQ, quasi sicuramente non avrei vinto un piatto altrettanto grande contro un giocatore così nit.

 
 
12.1. Postflop: pensare al range dell'avversario, cosa ci batte e cosa battiamo che sia disposto a continuare.
Le nostre hole cards sono importanti, ma possono perdere valore quando il dealer gira le community card, che tutti dividono. La cosa più importante adesso è come noi leghiamo con queste community card in relazione al range avversario. E, come abbiamo detto prima, è difficile che leghiamo il board con AA.
Con AA io vinco il 92.1% delle volte. Vedo il flop il 55% delle volte, e quando lo vedo vinco l'85.63% delle volte, perdo l'11.87 e passo il 2.5%. Probabilmente non passo AA abbastanza spesso. Credo che quelli che hanno una winrate più alta della mia quando vedono il flop con AA lo foldano più spesso.
Molte persone raccomandano di non prendere decisioni affrettate con AA. Se facciamo una puntata alta ed immediata, probabilmente stiamo dicendo all'avversario che non siamo disposti a passare e che abbiamo una mano molto forte. Se invece impieghiamo lo stesso tempo che utilizziamo con lealtre mani, probabilmente gli faremo capire che stiamo prendendo una decisione su cosa fare. Dovremmo prenderci più tempo quando giochiamo con AA anche perché probabilmente stiamo per giocare un grosso piatto. Prenderci qualche momento in più quando abbiamo questa mano, potrebbe farci risparmiare molti soldi.
 
 
NB: quando si parla di considerare di foldare, non si intende che dobbiamo sempre foldare, ma di considerare seriamente questa opportunità e di farlo quando lo riteniamo opportuno.
Nella prosegui di questo paragrafo, che uscirà nel prossimo articolo, mostreremo quali sono i casi dove dobbiamo seriamente prendere in considerazione il fold e perché.

 
Tratto dal forum twoplustwo
 
Tradotto da Marcellus88

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