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Expedition: Robinson (di Mathias De Meulder)



Di recente ho avuto la grande opportunità di partecipare ad uno show televisivo chiamato Expedition: Robinson. In pratica, è una versione belga/tedesca del programma americano Survivor, ed io sono stato scelto come concorrente con mio fratello Christophe e la nostra collega, la Team Pro Fatima De Melo. Abbiamo registrato lo show in estate, e adesso sta per andare in onda. Otto belgi e 8 tedeschi sono stati scelti per lo show, come accade per la versione americana, e sono stati portati in un'isola deserta dove dobbiamo trovare il modo di sopravvivere.

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Chris ed io non sapevamo cosa aspettarci, perché le regole cambiano ogni anno. Non sapevamo che saremmo stati nello stesso team – qualche volta sono predeterminati, altre volte la scelta è random. Arrivati nell'isola (che si trova in Malaysia) abbiamo camminato attraverso una mangrovia e ci è stato detto che avremmo affrontato la prima sfida. Ci hanno diviso in squadre, ed ero contento di essere insieme a Chris e Fatima. Abbiamo vinto noi, e come premio siamo stati mandati in una spiaggia idilliaca, mentre la squadra perdente è rimasta nella mangrovia in una piattaforma molto piccola (forse 5x5 mt). In spiaggia abbiamo trovato un box con degli approvvigionamenti – strumenti di primo soccorso, un'ascia ed un piccolo cilindro di riso. E' stato un sollievo trovare un po' di cibo, anche se quel po' di riso non sarebbe durato molto.

Quando serviva della strategia, la nostra esperienza nel mondo del poker si è rivelata molto utile. Nella versione americana, i concorrenti si basano molto sulla strategia, mentre in questa versione c'è un approccio meno strategico e più istintivo. Per me, queste sfide richiedevano tanta strategia quanta forza fisica, ma gli altri non la pensavano allo stesso modo. Nel corso del programma abbiamo dovuto prendere qualche decisione sgradevole ed abbiamo dovuto votare una persona con cui avevamo stretto amicizia. Non solo questa persona era molto preparata nelle questioni di sopravvivenza, come accendere un fuoco o costruire un campo per la notte, ma era anche molto forte fisicamente ed aveva guadagnato 5 gettoni di immunità. Poteva usare questi gettoni per cancellare i voti contro di lui nel "consiglio tribale". Chris, Fatima ed io sapevamo che il gioco si sarebbe trasformato da competizione di gruppo a individuale. Ed esattamente come nel poker, è bene tenere attorno a se la gente più debole ed eliminare i più forti, possibilmente quando meno se lo aspettano.

Abbiamo seguito lo stesso ragionamento e pensato contro chi volevamo arrivare in finale. Non volevamo un avversario così forte nelle sfide individuali, in quanto avrebbe sicuramente significato lasciargli la vittoria. Non si aspettava che sarebbe stato votato, e questo ha reso la nostra scelta ancora più difficile. E' stato molto difficile, ma alla fine è un gioco, e siamo qui per vincere. Alla fine della giornata si devono prendere le giuste decisioni, in modo da non avere rimpianti più avanti.

Dopo aver preso alla sprovvista questo ragazzo per averlo votato, siamo stati soprannominati il "Trio Malvagio del Poker" ed abbiamo causato dei dissensi, specie tra i fan a cui non piace l'elemento di strategia/cospirazione e vorrebbero vedere vincere il vero survivor. Ma in questo gioco, come nel poker, eravamo consapevoli dei nostri punti di forza e delle nostre debolezze. Abbiamo capito di non essere i migliori nuotatori o scalatori, quindi abbiamo preferito usare la nostra forza mentale. Lo abbiamo comparato ad un torneo winner-take-all, dove si deve arrivare alla fine con ogni mezzo e nelle migliori condizioni. Mentre gli altri giocatori erano impegnati ad accendere il fuoco ed a cantare attorno ad un falò, noi pensavamo costantemente alla migliore strategia.

Mentre eccellevamo nel gioco "mentale", le prove fisiche erano veramente molto difficili. Avevamo sempre fame, dormivamo poco e c'erano mosche ovunque. C'era molto caldo, e non c'erano né doccie né bagni. E' stato come tornare indietro nel tempo, ed è stato quasi divertente vedere come affrontavamo questa situazione – passare da una vita con lussi, viaggi e notti in hotel a procacciarsi il cibo ed essere senza mezzi di comunicazione. Niente telefono, niente laptop, niente poker. Sei solo tu, le persone attorno a te ed i tuoi obiettivi. E' come trasformarsi in un alter ego. La persona che sei li ha valori e priorità completamente diversi, perché sei totalmente preso dal gioco. Quello a cui pensi è solo cosa fare, dove andare, chi votare, con chi socializzare...

Gli spettatori potrebbero non amarci, ma credo che abbiamo lasciato la nostra impronta nello show. Ed è questo che fanno i giocatori di poker. Lasciano prevalere i ragionamenti razionali sulle emozioni. Nel poker e nell'isola, tu hai emozioni, ma devi riuscire a tenerle sotto controllo per essere capace di prendere sempre la giusta decisione.


 
 
Tratto da pokerstarsblog.com
 
 
Tradotto da Marcellus88
 
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