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Deep stack, implied odds, gioco preflop e lo stato dei micro limiti (parte 1)

1. Deep stack
Spesso, il gioco deep stack è un terreno poco familiare a chi è nuovo del gioco. In questo articolo esporrò alcune linee guida, elencate in ordine di importanza – secondo me – riguardanti questa strategia di gioco. Iniziamo col dire che, quando parliamo di "deep stack", intendiamo uno stack effettivo di 100+bb.
 
  • La posizione diventa più importante.
Sono infiniti i motivi per cui questa affermazione è vera, ma la più semplice, secondo il mio parere, è la seguente: più gli stack sono grandi, più si gioca per piatti importanti. Quando siamo deep, abbiamo la possibilità di effettuare una pot size bet al river, giocandoci molti, molti big blind. Il vantaggio della posizione ci permetterà spesso di riuscire a decidere se effettuare o meno una bet al river. Trattandosi di una bet molto grossa, più sono grandi gli stack in gioco, più importante diventa la posizione.
 
  • Il gioco al turn ed al river diventa molto più importante.
Giocando con 50bb o meno, una bet al turn significa quasi sempre committarsi al piatto. Così, se viene a crearsi un piatto di 60bb, rimaniamo con circa 20bb dietro, e di sicuro metterle tutte in mezzo è spesso la scelta corretta. Con uno stack effettivo più ampio, il turn ed il river diventano a tutti gli effetti "turni effettivi di gioco", e nei quali un buon giocatore può vincere piatti molto più importanti. Vediamola in questo modo: è davvero difficile che una mano sia drawing dead al flop, e tutti i soldi che vanno in mezzo hanno la possibilità di cambiare "proprietario" e subire una bad beat. Su board A739r, AK non ha possibilità di vincere contro 33, ed il 20% di possibilità contro A3. Questo è uno dei motivi per cui, quando ci sono in gioco stack più grandi, la winrate di un buon giocatore aumenta considerevolmente – il buon giocatore riesce ad ottenere più valore con puntate più grosse al turn ed al river.

 
  • Rendere face up la propria mano diventa molto più pericoloso.
Questa verità diventa sempre più importante col salire di livello – ovvero quando troviamo un numero maggiore di avversari pensanti. Quando rendiamo palese il valore della nostra mano, diamo al nostro avversario le implied odds per giocare contro di noi con mani speculative, con il rischio di perdere una parte importante del nostro stack. Per questo, quando ci limitiamo a giocare solo mani abbastanza forti preflop, stiamo praticamente annunciando la nostra mano. Vediamo un esempio.
Se apriamo il nostro database, molto probabilmente vedremo che in situazioni deep stack abbiamo vinto molti più soldi con JTs da CO/BTN che con AJo da MP. Questo significa che, se teniamo in considerazione i soldi vinti, dovremo essere propensi a giocare più spesso JTs da CO che AJo da MP. Ciò che voglio dire è che, quando giochiamo shortstack, le mani che scoppieranno la nostra non saranno così tante; anzi, i nostri avversari commetteranno più errori, metteranno le loro chips in mezzo con sole tre outs ecc. Tuttavia, più gli stack sono profondi, più si allargano i range, e quindi un call con un range di mani più ampio è difficilmente un errore – ad esempio, se con uno stack effettivo di 300bb rilanciamo SOLO gli A, e non riusciamo a mollarli postflop, anche un call con 72o su un nostro rilancio x6 diventa corretto.
 
Tratto dal forum twoplustwo
Tradotto da Marcellus88
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