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Dalla pista al poker (di Marcus Hellner)


Per coloro che non mi conoscono, sono uno sciatore cross-country 28enne. Ho sciato per tutta la mia vita, partendo dal non essere molto bravo al diventare uno sciatore di discreto successo, arrivando a far parte della nazionale svedese, con la quale ho vinto due medaglie d'oro a Vancouver nel 2010 ed una medaglia d'oro ed una d'argento a Sochi.

Sono abbastanza abituato a questa vita, in costante competizione, allenamento e viaggi. Il poker è un passatempo che mi piace davvero molto, quando stacco dal lavoro.

A Vancouver, nel 2010, il mio collega norvegese Petter Northug mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto giocare a poker a Las Vegas per le WSOP, dove ci saremmo anche sfidati in una gara di sci. L'ho fatto e mi sono divertito, e presto mi sono ritrovato coinvolto con PokerStars giocando diversi EPT, e qualche partita online quando posso.

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Ho giocato a Monaco e Barcelona, anche se è stato molto difficile conciliare i miei allenamenti con questi viaggi. Inoltre, ad Aprile sono diventato padre, e per questo non ho partecipato al Grand Final quest'anno. La mia famiglia va alla grande, e mia figlia sta bene.

Mi piace giocare con gli amici, ed ogni tanto anche coi miei colleghi quando sono in periodo d'allenamento. Mi diverte molto anche giocare online. Libera la mia mente dagli scie mi rilassa, mentre è anche in grado di sottopormi ad una piacevole sfida mentale. E' un vero skill game, e mi aiuta a tenere la mente attiva. Riesce anche a soddisfare il mio amore per la competizione.

Anche se nel poker non serve la tenuta fisica necessaria per sciare, ci sono molti elementi in comune tra i due sport a livello nervoso e mentale. E' molto simile anche quando si parla di resistenza e di rimanere concentrati per lunghi periodi. Le gare di sci cross-country sono molto lunghe, ed anche l'allenamento richiesto dura molto, così, per essere degli sciatori di successo si deve essere in grado di rimanere concentrati per lunghi periodi di tempo.
Così, quando gioco un torneo di poker, non ho difficoltà a sedermi ed aspettare gli spot giusti. Ho una grande pazienza, ma la vera competizione arriva quando ho una mano da giocare e devo decidere come giocarla al meglio. I tornei mi piacciono più del cash game, perché penso siano più adatti al mio stile di gioco. E' divertente giocare per un primo premio molto elevato, ed inoltre quando ti iscrivi ad un torneo sai esattamente quanto potrai perdere – ovvero, il buy-in del torneo.

Ultimamente sono migliorato molto, ma so che la strada è ancora lunga prima di potermi definire un buon giocatore. E' un po' come quando ho iniziato a sciare – mi è servito molto lavoro e pazienza prima di arrivare ad un buon livello e diventare uno sportivo di successo.

 
Tratto da pokerstarsblog.com
 
Tradotto da Marcellus88

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