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Come ho vinto il LAPT di Panama (di Leo Fernandez)


Sono arrivato a Panama con molte aspettative. Ogni volta che gioco un evento del LAPT, mi sento molto fiducioso. Non chiedetemi perché, ma stavolta ho sentito qualcosa di speciale, come se qualcosa di grande stesse per arrivare.

Il day1 mi ha visto al tavolo col mio connazionale (argentino), Christian Sare (in corsa per il LAPT player of the year) ed il giocatore di poker online Gerardo Rodriguez.

Per tutto il day1, mi sono sentito a mio agio. Sono riuscito ad esprimere il mio poker e ho accumulato un bel po' di chips. Ho visto tutti i miei compagni del team Pokerstars pro cadere, con solo il messicano Christian De Leon e me a fare da portabandiera. Sfortunatamente, anche "El Grillo" è stato eliminato, e la responsabilità di rappresentare Pokerstars è rimasta solo sulle mie spalle.

Sopravvivere potrebbe essere tutto ciò che serve al day1, ma io sono cinvinto che serva anche mettere da parte qualche chips per giocare al meglio i giorni seguenti. Ho chiuso il primo giorno con 118.300 chips, uno degli stack più alti del torneo. Ero molto soddisfatto, ma sapevo che la strada era ancora molta.

Il day2 è stato tutto fuorché semplice. Sono finito ad un tavolo con molti ottimi giocatori (i panamesi Victor Lemos e José de la Guardia, il venezuelano Valerio Varela, il britannico Ram Razavi e l'argentino Martìn Dìaz).

Ho giocato in maniera aggressiva, aspettando gli spot giusti, ed ho messo sotto pressione i miei avversari, sopratutto in fase di bolla, dove ero deciso ad accumulare quante più chips possibile.

Ed ha funzionato: alla fine del day2 mi sono ritrovato con 850.000 chips ed ero primo su 23 giocatori rimasti.

Il day3 è sempre il più corto, poiché devono essere eliminati solo pochi giocatori per raggiungere il tavolo finale. C'erano ancora giocatori molto forti in gioco. Io ho eliminato il messicano Gerardo Godinez coi miei J contro AK in all-in preflop. Dopo sono riuscito a bustare Vincenzo Giannelli, giocatore venezuelano con ottimi risultati ed una grande esperienza al LAPT.

Poco a poco, stavo aumentando ancora le mie chips. Quando il colombiano Jimmy Brown ha dovuto abbandonare il tavolo, siamo rimasti solo in 9, ed è stato allora che Ajit Kumar ha deciso di mettere i suoi resti (250.000 chips) in mezzo con coppia di J. Io avevo KQ. Ho analizzato la situazione ed ho deciso di chiamarlo, anche grazie al mio stack (che era di 1 milione e mezzo di chips). Al flop scende un , che regge fino alla fine, ed ho eliminato anche Kumar.

Dopo gli applausi del pubblico per i final eight, abbiamo imbustato le chips ed ho realizzato di essere solo 4000 chips dietro il chipleader, l'americano Patrick Mahoney. Sapevo che era un player molto skillato dell'online, e sentivo che la lotta per il titolo sarebbe stata tra di noi.

Dopo aver imbustato le chips, sono stato a nuotare, ho mangiato qualcosa e sono andato a letto presto. L'indomani sarebbe stato un giorno molto importante.
Una volta seduto al final table, mi sentivo abbastanza tranquillo. Ho ascoltato attentamente quello che il presidente David Carrion aveva da dire ad ognuno dei partecipanti.

Il final table è iniziato subito con molta azione. Alla primissima mano, ho eliminato Diego Sanchez, portandomi subito chip leader.

I giocatori continuavano a cadere. Prima il costaricano Johnny Sandoval, poi il peruviano Walid Mubarak, eliminato dal brasiliano Marco Antonio Pedroso, che a sua volta è stato eliminato poco dopo da Mahoney.

Alla fine, è andata esattamente come mi aspettavo: con l'heads up tra Mahoney e me. Il mio stack era di 3.100.000 chips, 400.000 in meno dell'americano. Sapevo che sarebbestato difficile, ma non volevo arrendermi.

Durante le prime 3 ore, non abbiamo giocato nessun piatto grosso. Comunque, Patrick ha avuto carte migliori dellemie, e si è portato avanti di 1.500.000 chips. Io mi sono chiuso un po', aspettando il mio spot.

Che è arrivato quando Mahoney ha aperto a 175.000 dal bottone ed io ho deciso di andare all-in con KQ. Mahoney è un giocatore molto aggressivo, e credevo di stare avanti alla sua mano, ma mi sono sbagliato: infatti aveva AQ.

Sono stato fortunato: al flop sono scesi un K ed una Q, e sono tornato ad essere nuovamente chip leader.

Adesso era il mio turno di giocare aggressivamente e mettere pressione all'avversario. Fino a quando non è arrivato un cooler: la mia coppia di T contro l'AK dell'avversario.

Quando è sceso un T al flop, è come se avessi toccato il cielo con un dito. Quando è sceso il turn, era finita: avevo vinto.

La festa alla fine del torneo è stata incredibile. Finalmente avevo ottenuto quello che volevo realmente: un titolo di campione al LAPT!

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Tratto da PokerStarsblog.com
 
 
Tradotto da Marcellus88


 
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