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Com'era il poker prima del boom di internet (di Daniel Negreanu)


Oggi, il mondo del poker è molto differente rispetto ai primi anni '90, quando ci sono entrato e prima che il poker online esistesse. Prima, ero soltanto uno dei tanti "giovani" che vi giocava. Infatti, ho ricordato, guardando un video delle WSOP degli anni '70, che le persone chiamavano Bobby Hoff "il giovane mago". Credo avesse 30 anni in quel periodo!
Ma oltre al fatto che il gioco è diventato più giovane, ci sono stati significativi cambiamenti anche nel modo di giocare. In questo articolo parlerò della differenza più grande rispetto ad allora: le size delle bet.
Prima dell'esplosione del poker online, quando qualcuno rilanciava prima del flop, non lo facevano mai con meno di 3 big blind, senza pensare al loro stack. Anche giocatori short stack, con 15 BB, sceglievano se andare direttamente all-in preflop o rilanciare di 3 BB. E la cosa più sorprendente di ciò è che non era difficile vedere uno short rilanciare 3x per foldare ad una 3bet. Con tanti giovani che hanno applicato la scienza al gioco short stack, sappiamo oggi che una mossa del genere è matematicamente sbagliata. Andare all-in può essere la mossa corretta in alcuni casi, fare un mini raise è almeno discutibile, ma fare un 3x con 15 BB dietro è ingiustificabile.

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Daniel "PokerKid" Negreanu

Ma questa non è l'unica differenza sulle size delle bet. Il termine "click raise" è entrato ormai a far parte del poker live, ed ovviamente viene dal mondo dell'online. "Click raise" vuol dire che stiamo rilanciando il minimo. Non mi pare di aver mai visto qualcuno utilizzare questa tattica negli anni '90, o comunque prima del boom del poker. Se un giocatore 3bettava, le size erano molto più grandi. Oggi, la situazione è spesso questa: blind 75-150, apertura a 300, re-raise a 750-800. Prima del boom del poker, sarebbe stato all'incirca così: stessi blind, apertura a 500 e re-raise a 2500. E se ci fosse stata una 4bet, sarebbe stata a circa 10000. Questa è una delle ragioni perché prima nessuno 3-4bettava spesso come oggi.
Postflop, le differenze continuano: le statistiche dicono che la c-bet media è di circa il 35% del piatto. Cosa impensabile qualche anno fa. In base al board, in passato era difficile vedere una c-bet inferiore all'80% del piatto. Per esempio, su un flop K73r ed un piatto di 1150, la c-bet si sarebbe aggirata intorno 1000. Oggi, con lo stesso board, una c-bet a 550 è molto più comune.
In tutti questi anni, ho memoria di due sole eccezioni a queste "regole", di due ragazzi che avevano anticipato i tempi: O'Neil Longston e Alan Goering. Entrambi erano dei mini-raiser. Ed io riconosco proprio O'Neil come colui che ha dato il via a quella tecnica che io chiamo "small ball".
O'Neil giocava molte mani, ed entrava spesso in gioco mini raisando. Se qualcuno lo 3bettava, lui foldava velocemente e passava allamano successiva, che probabilmente avrebbe giocato nuovamente allo stesso modo.
Ricordo una mano in particolare. A bui 50-100, O'Neil rilanciò a 200, un avversario 3bettò ad 800 ed O'Neil 4bettò a 2400. Quindi, l'avversario andò all-in per 9000 e ricevette call, con O'Neil che girò KK. Quando il ragazzo girò 99 si arrabbiò e disse: "Accidenti, che sfortuna. Questo gioca ogni mano e aspettava me per avere qualcosa!". Io non dissi nulla, ma pensai: "Wow, il gioco caotico di O'Neil preflop ha fuorviato completamente questo ragazzo. E' vero che rilancia quasi ogni mano, ma quando non ha niente folda, e quando ha una mano gioca un grosso piatto". Così semplice, ed allo stesso tempo così geniale!
Questo fu uno dei princìpi chiave dietro il mio small ball, e ciò che mi ha permesso di vincere tantissimo nel 2004. Ho giocato tantissime mani in piatti molto piccoli, ma quando il piatto si faceva grande, ero quasi sicuro di avere la mano migliore. In quel periodo, gli altri giocatori mi vedevano solamentecome un giovane caotico ed aggressivo, che aveva sempre 35s ed altre mani spazzatura. Era vero. Giocavo mani pessime, ma non investivo molte chips, e quando legavo, i miei avversari non lo capivano mai. Non riuscivano a capire la differenza tra il mio gioco preflop (giocavo praticamente ogni mano) ed il fatto che postflop, se non legavo, mi limitavo semplicemente a foldare. In realtà, non bluffavo poi così tanto.
Oggi, un approccio del genere risulterebbe sbilanciato e relativamente facile da scoprire. Prima, non era necessario bilanciare il mio range con dei bluff semplicemente perché i miei avversari non capivano cosa facevo e mi chiamavano troppo spesso. Per esempio: quando in passato rilanciavo 64s, un giocatore mi 3bettava con AA, io chiamavo ed al flop scendevano 442, avrei potuto check-raisare il flop, puntare il turn e andare all-in al river e venire virtualmente chiamato in tutte le street. Oggi, i giocatori sono troppo astuti per cascarci.
Non c'è dubbio che ci siano giocatori di poker migliori oggi che in qualsiasi periodo passato, ed il motivo è sicuramente il poker online. Oggi il gioco mi piace di più perché è più difficile. Potrebbe sembrare un'affermazione pomposa ed un po' arrogante, ma è vero: prima il gioco era troppo facile per me. Non mi trovavo quasi mai in situazioni difficili, perché potevo fare affidamento ad una strategia che nessuno ancora conosceva. Ogni giocatore ad un livello abbastanza basilare oggi conosce molto bene i principi dello small ball. Di sicuro hanno aggiunto altre armi al loro arsenale, ma è indubbio che ogni giocatore vincente di tornei fa esattamente quello che facevo io qualche anno fa. Infatti, hanno fatto passi avanti mini raisando anche quando entrano in gioco le ante e diminuendo la c-bet a meno del 50%.

Aspetto di vedere quale altra evoluzione arriverà in questo fantastico gioco, che è lontano dall'essere risolto. Per ogni nuova tattica, ci sarà una contro-tattica, e mi diverte e stimola davvero tanto seguire il processo di adattamento ai cambiamenti per continuare a fare risultati anno dopo anno.
 
Tratto da pokerstarsblog.com
 
Tradotto da Marcellus88

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