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Betsize / lettura delle mani (pt 1)

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I primi tre consigli che mi sento di darvi per sviluppare le skill di betsizing e lettura delle mani sono: pratica, pratica e pratica. Lavorate sulla lettura delle mani, cercate di assegnare un range ad un giocatore ogni volta che potete. Sia che stiate guardando un tavolo high stakes, o che stiate giocando ai microlimiti ed avete foldato, cercate di assegnare delle mani a chi è coinvolto nel piatto. E fidatevi delle reads che fate. Non lasciate MAI che una read sbagliata influenzi questo pensiero. Se mettete l'avversario in draw, al river non si chiude ed effettua una pot size bet, chiamatelo. Quando queste decisioni inizieranno a far lievitare il vostro bankroll, improvvisamente diverrete più eccitati all'idea di "indovinare" quello che ha in mano l'avversario.

Ci sono piccoli accorgimenti che si possono fare ai tavoli per aiutarvi con la lettura delle mani. La prima, sicuramente, è prendere delle note sugli avversari. Prendetene molte. Ogni volta che vedete un avversario giocare una mano in modo particolare, diverso da come lo giocherebbe – anche in base alle statistiche che ha – prendete nota. Alcuni esempi: "Donkbetta con aria", "betta 3 strade con top pair no kicker", "raisa in bluff al river con missed draw". Ma forse stiamo andando troppo avanti. Facciamo un passo indietro: quali sono le statistiche da osservare in un avversario, quando nel momento in cui dobbiamo assegnargli un range?

VPIP
E' la statistica più babilare. Se ha un VPIP inferiore a 20, di sicuro non avrà 94 quando overlimperà o chiamerà un raise. Più probabilmente, limperà con mani come suited connectors, Ax suited e coppie medio-piccole.

PFR
Anche questa statistica ci da un'idea ben precisa. Un giocatore x/6/x che rilancerà non avrà 33 o AT, ed anche nelle strade successive non dovremo assegnargli queste mani.

Aggression Frequency (AF)
Questa statistica è già più complicata. Giocatore con AF bassa, diciamo inferiore di 2, non puntano spesso con draw, o effettuano elaborati semi-bluff. Quando un giocatore passivo raisa il turn, la nostra TPTK non sarà praticamente mai buona. Allo stesso modo, questi giocatori difficilmente punteranno al river con missed draw ogni volta che c'è un flush draw al flop, quindi non è intelligente pensare che i missed draw costituiscano una buona parte del range dell'avversario in questione quando potta al river.

Quanto detto finora è sicuramente stato abbastanza vago, e possiamo dire che si trattava per lo più di consigli a chi sta iniziando ad avvicinarsi al gioco un po' più seriamente. Contrariamente a quello che si pensa, una buona parte della lettura delle mani è basata su quello che possiamo chiamare "sensazione". A volte, semplicemente, sappiamo quando un avversario sta puntando al flop con un set. Non sappiamo il perché, ce lo sentiamo. Anche in questi casi, cerchiamo di fidarci di questo nostro pensiero (solo a volte, però; la maggior parte delle volte diamo spazio alle statistiche ed alle read); se ci riusciamo, potremo anche effettuare dei grandi fold con mani come overpair.
Una delle più grandi leak dei giocatori dei microlimiti è quello di non saper utilizzare le betsize. E noi possiamo sfruttare a nostro vantaggio questa loro pecca, per restringere i range degli altri giocatori al tavolo. Come? Lo vedremo nella prossima parte dell'articolo.

 
Tratto dal forum twoplustwo
 
Tradotto da Marcellus88

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