A cosa giocano le persone più intelligenti? Bridge? Scacchi? Magic: The Gathering?

Beh, in realtà possiamo vedere la questione da un punto di vista darwiniano per provare quale gioco attira le persone più intelligenti. Non può che essere il poker, perché, come cantava Madonna parecchi anni fa, we are living in a material world, viviamo in un mondo materialistico.

 

 

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Le persone gravitano intorno alle grandi quantità di denaro. Quindi anche se ci sono persone intelligenti che giocano ad altro, i migliori saranno inclini a giocare a poker proprio perché possono fare più soldi.

Abbiamo visto molti paesi proibire il poker. La ragione fondamentale è politica, ma un'altra spiegazione è insita nel fatto che alcune persone temono che i giovani talenti si mettano a giocare a poker piuttosto che impegnarsi nello studio e diventare dottori ed ingegneri.

Anch'io giocavo molto poker durante il college, a dirla tutta ero già un giocatore professionista. Ma poi deciso di fare qualcosa che ritengo assolutamente indispensabile per diventare un giocatore di poker professionista, ovvero ritagliare il tempo per il poker intorno agli altri impegni e non viceversa.

La mia vita non era determinata dagli impegni pokeristici. Era il poker ad adattarsi alla mia vita. Questo significa che durante il giorno andavo a lezione, poi praticavo qualche sport e allo stesso tempo socializzavo. Giocavo di solito a poker la sera e nei weekend. Così sono riuscito a finire il college a vent'anni.

Non lascio mai che il poker mi fermi dal rispettare antichi mantra filosofici come "Mens sana in corpore sano" e "tutto, ma con moderazione". Direi che se hai successo con il poker, questo non domina la tua vita, ma piuttosto la completa.

È il 10º anniversario della vittoria di Chris Moneymaker al Main Event delle WSOP, quindi è forse il caso di ricordare anche cosa è successo dopo. In seguito alla vittoria di Moneymaker moltissime persone hanno inseguito il sogno del poker e speso la loro post adolescenza attaccati ai loro computer negli scantinati delle case dei loro genitori. Poi, quando alcuni di loro ce l'hanno finalmente fatta ad arrivare agli eventi live come le PCA e le stesse WSOP, si mostravano pallidi, fuori forma, insomma dei nerd asociali. Una domanda andava fatta: il poker era davvero positivo per la società?

Ed ecco che subentra il poker online mobile. Permettendo alle persone di giocare in movimento, dà la possibilità ai giovani di andare lezione, di praticare sport e - tra un'attività e l'altra - tirare fuori i propri smartphone o tablet per giocare durante le pause.

Naturalmente non sto dicendo di riempire tutto il tempo libero con il poker, come nella pubblicità in cui Rafa Nadal gioca mentre passeggia per la città. Sto dicendo che il poker online mobile permette ai giovani di giocare a poker ma gli consente allo stesso tempo di avere una vita bilanciata. Saranno in grado di giocare, ma allo stesso tempo di studiare, fare sport e in generale avere una quotidianità equilibrata.

Mi aspetto che la prossima ondata di giocatori di poker sia decisamente migliore delle precedenti. Il poker mobile aiuta questi giovani a trovare un equilibrio ed essere, allo stesso tempo, buoni membri della società giocando a qualcosa che sentono loro.

Barry Greenstein è un membro del Team PokerStars Pro