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Assegnare un range di mani all'avversario (parte 1)

Assegnare un range di mani ai nostri avversari è forse il concetto più importante nel poker. Tuttavia, viene spesso frainteso: in molti, infatti, tendono ad assegnare al proprio avversario due carte esatte.
 
Certo, riuscirci sarebbe bello, ma si tratta di qualcosa di quasi impossibile da realizzare - aggiungiamo il "quasi" di proposito, perché in certe situazioni e contro avversari che conosciamo molto bene, a volte è anche possibile assegnare loro una mano esatta. Quando accade, siamone felici, perché si tratta di qualcosa di veramente raro - ed ovviamente cerchiamo di sfruttare al meglio questa situazione.
 
Tutti i libri che abbiamo letto finora, ci hanno suggerito di giocare contro il nostro avversario, non soltanto con le nostre carte. Ma come possiamo fare, se non possiamo stabilire quali sono le due carte che ha in mano?
 
Partiamo dall'inizio. Sono tre le possibili azioni che possiamo compiere durante una mano di poker:
1. Effettuare un raise
2. Effettuare un call
3. Foldare.
 
Nel No Limit Texas Hold'Em abbiamo la possibilità di scegliere la dimensione della bet o del raise, ma in genere si tende ad usare size che vengono definite "standard". Visto il numero limitato di azioni a nostra disposizione, i giocatori tenderanno ad effettuare una stessa azione con mani dal valore diverso. Ecco perché risulta quasi impossibile assegnare una mano esatta a qualcuno.
 
La chiave per riuscire a gestire questa situazione non è quella di provare ad indovinare, ma quella di mettere l'avversario su un range di mani. Un range è un insieme di mani con le quali un giocatore compie una particolare azione.
 
Ad esempio, se un giocatore tight apre il gioco da UTG ad un tavolo 6max di cash game, potremo spesso assegnargli un range molto stretto - composto da 22+, JTs+, QTs+, KTs+, KQo+, AJo+. Si tratta del 17% del range, ed in questo caso è molto facile giocarci contro - raisare con mani molto forti, foldare le mani trash e chiamare con mani che giocano bene postflop, e con le quali abbiamo ottime implied odds.
 
Se nel preflop, specialmente contro un giocatore tight, le cose sono molto semplici, diventano più difficili durante il postflop. Nella seconda parte dell'articolo parleremo proprio di come si modifica il range dei nostri avversari nelle strade che seguono il preflop, dal flop al river.
 
Tratto da www.pokerstarsblog.com
Tradotto da Marcellus88
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