Era il 24 Gennaio 2044 quando mi arrivò la lettera dalla World Gaming Commission. Mi convocarono in udienza per discutere di un mio possibile inserimento in un progetto di elevata importanza."Le sue capacità potrebbero esserci di fondamentale aiuto per risollevare le sorti dell'umanità. La preghiamo di considerare la presente con un attestato di stima e una speranza per il futuro di tutti".

Non fu difficile tirare le somme su quanto stava accadendo, e subito mi tornò alla memoria il viaggio che feci all'alba dei miei trent'anni. Allora ero un professionista di poker, e decisi di misurarmi in una sfida chiamata All(in) Around the World. Erano ancora i tempi di Internet, il preludio all'odierno I-Net, e cercai di realizzare un viaggio di almeno centomila chilometri, della durata di cento giorni, pagando il tutto con il poker online giocato qui e là, tra la punta delle Americhe e Timbuctù.

 

 

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Durante quel viaggio mi ritrovai a Pechino con un amico che fece con me la parte asiatica. Pechino era molto diversa da come la conosciamo oggi. Meno popolosa e di dimensioni molto ridotte.

 

Un episodio mi rimase impresso: camminavamo per un hudong del centro, uno di quelli meno trafficati. Era maggio, la città era soffocata da un'insopportabile afa, lo smog ti entrava nei polmoni opprimente come un cancro. Attorno ad un banchetto di fortuna, di fianco ad un barbiere di strada che improvvisava semplici tagli tra le automobili, un folto gruppo di uomini giocava a dadi, scommettendo in maniera frenetica mazzette di banconote come se non ci fosse un domani. Fu in quell'occasione che io e Dario intravedemmo l'enorme "potenziale" di quel popolo.

 

 

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Nel 2013 ancora c'era spazio per i professionisti. Era forse l'inizio del declino dell'era del poker. Da lì a poco non sarebbe più stato possibile guadagnare col gioco: il livello si era alzato talmente tanto da far implodere il mercato, e piano piano tutti coloro che avevano vissuto col gioco dovettero dare corpo ad un "piano B". Nel 2017 ormai il gioco poteva considerarsi esaurito, e solo i meno coraggiosi nei confronti delle vite alternative potevano ancora auto-sostentarsi giocando nei casinò in giro per il mondo. Io appesi il mouse al chiodo nel 2016. Ero soddisfatto della mia carriera e mi dedicai ad altre passioni senza particolari rimpianti.

 

In quegli anni la situazione economica subì una brusca sterzata ribaltando il consolidato USA-centrismo che si era consolidato nel dopo secondo guerra mondiale. L'economia cinese, in forte espansione ad inizio secolo, ebbe una consacrazione definitiva. Alla fine degli anni '20 lo Yen era diventata la moneta principale al mondo. Negli anni '30 si è iniziato a studiare il mandarino come seconda lingua nei principali istituti europei. La popolazione cinese aveva raggiunto quasi i tre miliardi di individui, e le chinatown in giro per il mondo si erano espanse, fino a acquisire un'effettiva indipendenza economico legislativa all'interno dei paesi in cui si trovavano.

 

Vennero incentivate economicamente le nascite per sollecitare quella che si era dimostrata un'effettiva presa di possesso del mondo che raggiunse il suo culmine nel 2043.


Nel resto del mondo l'alleanza tra Comunità Europea e Stati Uniti subiva in maniera inevitabile la supremazia del pensiero cinese e dell'ideologia comunista.

 

 

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Nell'autunno di quell'anno il Primo Ministro del Consiglio di Stato, Zhang Shizhen, commise però un imperdonabile errore, un'apparente leggerezza che costò davvero caro alla Repubblica Cinese: decise di aprire al poker online. Piano piano i veti dell'ideologia comunista erano venute meno e, tra le tante, la chiusura al mercato del poker online era certamente una delle meno importanti.

 

Nel mondo in quel periodo quasi non si giocava più, e le scorribande del quasi miliardo di giocatori cinesi che si riversò nel mercato passarono inosservate in un primo momento.

E' superfluo descrivere l'inesperienza del giocatore medio cinese e la sua natura da scommettitore incallito.

 

Fu per una geniale intuizione di uno dei funzionari svedesi della World Gaming Commission che il destino degli equilibri politici mondiali subirono una brusca inversione di tendenza.

 

Grazie al suo passato da poker player, Erik Svensson sottopose ai vertici della commissione parlamentari europea la bizzarra idea di istituire, in maniera segreta, una lega di circa cinquemila giocatori che in passato avevano mostrato distinte capacità nelle varianti pokeristiche.

 

L'obiettivo era quello di far si che costoro potessero sfruttare la natura da "gamblers" del popolo cinese nel gioco del poker in modo da ribaltare completamente il bilanciamento economico mondiale. Fu allora che anche io venni chiamato in causa e aderii al progetto.

Ci vollero quattro settimane di reinserimento e studio delle dinamiche di gioco, ma non fu difficile recuperare le abilità di un tempo. Il livello di gioco espresso dai cinesi era davvero imbarazzante, e non fu difficile per gli europei e americani iniziare a vincere somme davvero ingenti. I governi fornivano di fondi comunitari i giocatori, che potevano così attaccare l'ecosistema subito dai livelli più alti. Il processo di "trasferimento" fu subito rapido ed efficace, ed i governi alzarono a venticinquemila il numero dei membri di quello che poi venne rinominato "esercito della salvezza".


Nel giro di cinque anni, attraverso il poker online, il popolo cinese fu impoverito di ottocento miliardi di Yuan. Solo una tardiva chiusura al mercato da parte del governo cinese impedì un totale collasso economico della nazione. L'obiettivo era comunque raggiunto: all'alba del 2050 le gerarchie mondiali ricordavano quelle della fine del '900, se non fosse per le nazioni scandinave, all'improvviso schizzate ai vertici delle potenze economiche.


Il giorno in cui l'esercito della salvezza fu ufficialmente sciolto, il presidente della commissione che individuò i "soldati del poker" chiuse il suo discorso di commiato citando l'Arte della Guerra di Sun Tzu: "La configurazione tattica eccellente, dal punto di vista strategico, consiste nell'essere privi di configurazione tattica, ossia nella condizione "senza forma". Quando si è senza forma, neanche gli agenti segreti più profondi sono in grado di spiarci, né gli uomini più intelligenti di tramare progetti".