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Alec Torelli: dai Microlimiti agli High Stakes


 
Ogni settore ha le sue barriere. E per superarle ci servono le armi giuste. Nel tennis si tratta del talento. Nel poker, ahimè, si tratta dei soldi.
In particolare, competere ai massimi livelli è più difficile che mai: gli avversari sono più tosti, i giochi più grandi. E ci serve molto di più, sia in termini di soldi che di talento.

Di cosa abbiamo bisogno per arrivare agli high stakes?
Non è un segreto che oggi il poker sia diventato più difficile e giochi più duri da battere significano tassi di vincita più bassi. Prendiamo il miglior giocatore al mondo di €0,25/€0,50. Chiamiamolo Mike. In lui potrebbe nascondersi il più grande professionista del futuro, ma in questo momento Mike ha un limite: il denaro. Col suo bankroll di €5.000 può solo permettersi di competere nei giochi low stakes.
 
 
 
Vince a una velocità di 14 big blinds ogni 100 mani (€7 per 100 mani). Grinda 4 tavoli, 40 ore a settimana, e gioca circa 45.000 mani al mese (4 tavoli x 40 ore x 65 mani all'ora x 4,33 settimane). Il suo win rate si aggira attorno ai €3.150 al mese, al lordo di tasse e spese.*

* Questa stima è approssimativa. È difficile vedere qualcuno che gioca costantemente più di 5 tavoli alla volta e riesca a mantenere una percentuale di vincita così alta.

Senza il bisogno di ulteriori proiezioni, non è difficile immaginare che questo grinder avrebbe bisogno di anni per muoversi verso i mid stakes (€3/€6 - €10/€20) (a meno che non sbanchi qualche torneo o si assuma il rischio di provare shot a giochi più grandi).

Una volta che arriva ai mid stakes, Mike ha bisogno di affinare ancor di più le sue abilità: il percorso di apprendimento, assieme ai vari imprevisti della vita, posticiperanno il suo esordio su stakes più alti di un altro anno o due. Durante questo periodo, se non va broke nemmeno una volta, potrebbe già essere ampiamente considerato uno dei giocatori di poker di maggior successo. Ma, ahimè, nessuno conosce il suo nome!

Sono passati tre o quattro anni, ma ora Mike non deve più grindare. Le cose gli vanno bene, ma vuole di più, vuole raggiungere il top. Prende lezioni, partecipa a qualche torneo, fa amicizia dal vivo con giocatori di talento che lo aiutano a concentrarsi sulla sua carriera. Ora, invece di postare le mani sui forum e discuterne su Skype, ha dei 'colleghi' in carne e ossa con cui sognare e lavorare insieme per il successo. Passa un altro anno.

Mike è un risparmiatore come ce ne sono pochi. Si costruisce un buon bankroll con rapidità. Son passati cinque anni da quando ha iniziato a giocare e, pagate le tasse e le spese, ha trasformato i suoi €5.000 in €250.000, con l'aspettativa di farne altri €100.000 l'anno successivo.
 
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Per lui ci sono voluti cinque (o più) anni per raggiungere i circuiti di poker high stakes live, quelli dove solo una minima parte di chi gioca ha fatto i soldi attraverso il poker. Ironia della sorte, qui a volte la competizione è meno dura: si gioca con milionari che provengono da mondi completamente diversi, ma che hanno soldi a sufficienza per potersi sedere al tavolo coi migliori del mondo e qualche volta... vincono pure!

Ora però Mike deve affrontare un nuovo mondo di problemi. È relativamente corto. Non è abituato a giocare deep staked. Non ha mai giocato live. Deve sviluppare competenze nuove: dal come comportarsi con la gente a come affrontare le sconfitte in pubblico.

Nulla può sostituire il puro grinding, ma queste tre cose possono contribuire ad accelerare la scalata degli stake:

1) STAKING
Avere uno staking deal può permettere di giocare più grande senza rischi. Misurati in stake più bassi e osserva le proiezioni dei tassi di vincita al gioco che vorresti giocare. Confronta il tuo percentile come vincitore a quello dei player che giocano più alto. In altre parole, se vinci a 5BB/100 (a €1/€2, che è €2 x 5 = €10 per ogni 100 mani), e quello è il 70mo percentile dei vincitori a quello stake, proietta i tuoi tassi di vincita su giochi più grandi. Non dimenticare di tenere in considerazione il rake. Sii professionale e tratta questi calcoli come fossero parte di un business plan; non c'è differenza.

2) TORNEI
Mentre cerchi di costruirti il bankroll, far bottino a qualche torneo può essere davvero prezioso per la tua carriera. Destina il 10% o 20% dei soldi che hai a disposizione per giocare tornei, magari un giorno a settimana. Se hitti un punteggio a sei cifre puoi risparmiarti un anno o due di tempo.

3) RISPARMIARE
Non sprecare soldi non è diverso dal farli. Soprattutto all'inizio, quando il tuo bankroll è esiguo, sii un nit ed evita di farti docce di champagne non appena tocchi la soglia €10.000. Certo, è giusto godersi la vita e festeggiare i propri successi ma, prima di tutto, è necessario risparmiare. I soldi che non spendiamo ora sono soldi che non dovremo fare domani.

La prospettiva di grindare per cinque anni può sembrare scoraggiante, ma il poker non è diverso da qualsiasi altro sport: se vuoi arrivare al top del successo, l'etica del lavoro è un fattore indispensabile. Sii realistico nel valutare le tue aspettative e fai attenzione alle tue reali ambizioni. Cosa sei disposto a sacrificare per arrivare all'obiettivo che ti sei prefissato? Se la risposta non comprende almeno TV e weekend, forse è il caso di rivalutare. Perché c'è qualcuno là fuori che sta grindando proprio in questo momento. E lui è già a meno di cinque anni dal successo...
 
Alec Torelli, PokerStars.it Guest


Fonte:www.pokerstarsblog.it/team_pokerstars_pro/2013/alec-torelli-dai-microlimiti-agli-high-s-144659.shtml

 
 
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