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Alcune ragazze... (di Fatima Moreira de Melo)

Quando giocavo ad hockey, ogni volta che c'era un grande evento venivo sottoposta al test antidoping. Lo hanno fatto alle Olimpiadi, al campionato del mondo, agli Europei, in tutti i grandi tornei. Qualche volta ci facevano il test anche durante il periodo degli allenamenti. Una volta ho ricevuto i miei risultati, e mi hanno detto che il mio livello di testosterone era troppo alto. Hanno anche detto che se lo avessero trovato così alto al prossimo test, avrebbero condotto ulteriori ricerche. Rimasi colpita: dovevo spaventarmi di svegliarmi una mattina e vedermi davanti allo specchio con una folta barba?
Sono una persona competitiva. Lo sono sempre stata. Anche da piccola amavo competere, che fosse in un gioco come il Monopoly o nello sport. Ho scoperto presto che non mi piaceva correre o andare in bicicletta da sola, ma mi eccitavo quando nei giochi c'erano elementi di strategia o tattica. E questo è anche uno dei motivi per cui mi sono appassionata al poker. Comunque, la maggior parte delle ragazze non era come me. La maggior parte delle giovani ragazze preferisce passare il tempo socializzando con gli amici, piuttosto che giocando o facendo sport. Non c'è nulla di sbagliato in questo – anche io amo fare shopping, ma adoro anche la competizione. Penso che sia per questo che mi trovo meglio con gli uomini, piuttosto che con le donne. E quando si parla di amiche donne, mi trovo meglio con donne che hanno un carattere da "maschiaccio".

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In Olanda, abbiamo una donna in politica, che si chiama Rita Verdonk. E' una donna forte, intelligente e molto diretta, a volte persino brusca. E molte persone, sia uomini che donne, non riescono a tenerle testa. Ciò mi ha fatto capire che siamo ancora un po' all'antica, riguardo il concetto di genere sessuale. Agli uomini è permesso essere aggressivi, mentre le donne devono solo sembrare carine, essere educate e prendersi cura degli altri. Un uomo competitivo è visto come ambizioso, e una donna? C'è una parola per questo, ma non è il caso di scriverla.
Le donne competitive sono giudicate male. Solo perché sei competitiva in un gioco, in uno sport o nel poker, non significa che sei una persona cattiva. I maschi lo capiscono perché sono abituati a giocare in squadra. Quando l'Olanda ha giocato contro l'Argentina ad hockey, avremmo fatto di tutto per batterle, ma dopo la partita siamo andate a ballare e scherzare assieme. Mi piace persone con le quali posso relazionarmi a questo livello – come Liv Boeree, molto intelligente e simpatica ma che odia perdere.
Sfortunatamente, quando le donne sono competitive lo sono tra loro stesse. Ma invece di cercare di sopraffarci l'un l'altra, dovremmo incitarci l'un l'altra. Lo scorso anno, quando Lucille Caille è arrivata seconda all'EPT di Montecarlo, ero molto orgogliosa. Ovviamente avrei preferito essere li in prima persona, ma sono molto contenta ogni volta che vedo una donna andare bene. E' così che dovrebbe essere.
Vedo sempre questi gruppi di ragazzi che si danno una mano nel mondo del poker, imparando e migliorandosi assieme. La società potrà pur essere piena di "club di uomini", ma non c'è motivo per cui non possano farlo anche le donne.

 
Tradotto da Marcellus88

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