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Adinolfi contro il Decreto Balduzzi


Mario Adinolfi, foto tratta dal suo facebook
 

Il mondo del poker italiano ringrazia Mario Adinolfi per lo splendido intervento fatto alla Camera dei Deputati lunedì 15 ottobre 2012. L'onorevole Adinolfi ha preso parola per esprimere delle perplessità in merito al Decreto Balduzzi, DL 158/2012, ed in particolare agli articoli 7 e 8, ove la normativa punta a tutelare i cittadini da rischi quali le ludopatie. Il decreto fa riferimento ai "giochi con vincite in denaro" senza specificare quali.
 
L'esponente del PD dopo aver evidenziato l'importanza del mercato del gioco, che nel 2011 ha raccolto circa 80 miliardi di euro, e al netto di quanto restituito in premi resta tra i primi tre "comparti industriali del paese", ed aver condiviso i timori che soprattutto il ceto medio-basso e i minorenni corrono, nel cercare benessere con giochi d'azzardo ad "aleatorietà pur" (bingo, lotto e simili), ha fatto una distinzione fondamentale, forse ovvia per chi ama il poker, ma evidentemente non altrettanto per chi legifera: il gioco d'azzardo è una cosa, gli "skill games" un'altra. Non si può cancellare la passione del gioco degli italiani, ma si può e si deve cercare di creare una cultura del gioco che sappia distinguere tra azzardo e talento. Il Decreto Balduzzi fa riferimento ai "giochi con vincite in denaro" ignorando le differenze tra gli stessi.
 
Per "skill games" si intendono i giochi dove prevale l'abilità ossia dove la bravura del giocatore incide sul risultato finale. Il poker ne è un esempio emblematico. Negli skill games il vero deterrente è implicito, se non sono bravo sarò io stesso ad allontanarmi senza necessità di divieti e senza grosso margine per recriminazioni contro la malasorte: "Se io e Lei, Presidente, giochiamo a poker, - ha dichiarato Adinolfi - poiché io sono un pokerista piuttosto bravino, tendo a immaginare che quella partita la vincerò io. Se io e Lei, Presidente andiamo dal tabaccaio e compriamo un 'gratta e vinci', in quel territorio Lei può avere più fortuna di me. (...) Il campione del mondo di poker ha vinto i campionati del mondo dodici volte (in realtà tredici, ndr) o noi diciamo che questa persona è particolarmente fortunata o forse l'elemento dell'aleatorietà lì non c'è". Vietare la pubblicità al "gioco" in generale è un grave errore. Adinolfi ha spiegato con chiarezza che il messaggio "giocare è male" non è corretto se non si specifica "giocare d'azzardo è male". La pubblicità di un torneo di poker non è criminale.
 
L'intervento di Adinolfi non può essere ignorato dal Parlamento e da chi vuole avere voce in capitolo, ma essere ottimisti in merito è rischioso. In molti pensano che la Camera e il Senato siano troppo sorde a richiami di questa portata. La speranza però è legittima, per la prima volta qualcuno ha spiegato al Legislatore cosa è il poker.
 
 

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