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Actarus5 ci svela i segreti dei sit

Con questo articolo vorrei addentrarmi sugli aspetti tecnici dei sit'n'go, concentrandomi in particolare sui sit da 6 e 9 persone turbo. Tali sit sono stati per un lungo periodo, fino all'avvento del cash, una delle varianti del poker più giocate in Italia. I sit turbo sono divertenti, e consentono sessioni di gioco anche di breve durata, durando in media una trentina di minuti.
 
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Un gioco in continua evoluzione
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Un tempo la tecnica da utilizzare per giocare bene i sit era poco conosciuta, ma oggi sempre più persone sono in grado di giocare queste partite correttamente. Una conseguenza di questo è ovviamente una diminuzione del vantaggio di cui poteva godere un tempo chi avesse maturato una maggiore esperienza, e rende necessario migliorarsi continuamente per cercare ogni possibile vantaggio in "spot" che in precedenza venivano ignorati dalla maggior parte dei giocatori. Un approccio tight ai primi livelli e una corretta applicazione dell'Independent Chip Model (ICM) erano infatti sufficienti a ottenere buoni risultati. Ma il gioco si evolve di giorno in giorno. Così resta vero che ai limiti più bassi è possibile giocare il cosiddetto "ABC Poker", mentre ai limiti più alti bisogna sfoderare tutte le armi strategiche note e, soprattutto, affinarle nel tempo, cercando di migliorarci adattandoci in maniera tempestiva ai cambiamenti che il gioco e i singoli giocatori manifestano.
 
Perché in i "Turbo" sono molto più giocati dei "Normal" ?
I livelli dei tornei turbo durano la metà di quelli dei cosiddetti tornei "Normal". Questi ultimi sono sicuramente più tecnici, ma molti giocatori preferiscono i turbo, che portano dritto all'azione più velocemente. Chi vuole "fare massa" con i turbo riesce a giocare molte più partite. Questo sia perché ne partono molti di più dei normal sia perché hanno una durata inferiore.
 
Il multitabling: capire i propri limiti.
Per giocare più partite occorre ovviamente multitablare. Una domanda che mi viene posta spesso è: "Quanti tavoli devo giocare?". Non esiste una risposta univoca. I limiti sono personali e il consiglio che mi sentirei di dare è quello di giocare finché non ci si senta sicuri che le proprie scelte non siano condizionate dalla fretta o compromesse dalla distrazione. Questa coscienza si ottiene spesso con l'analisi del gioco a posteriori. Se multitablando 30x e revisionando in seguito le partite non troviamo errori nelle nostre azioni, allora vuol dire che non abbiamo superato il nostro "limite". Se, al contrario, e come spesso accade, avendo la possibilità di analizzare con calma le mani, ci ritroviamo di fronte a errori che non avremmo commesso se avessimo avuto il tempo necessario per ponderare le nostre decisioni, allora questo è un segnale forte che dobbiamo abbassare il numero di tavoli che giochiamo contemporaneamente. Suggerisco sempre quindi di iniziare a studiare il gioco su un solo tavolo e, man mano che si va imparando e poi migliorando, di aggiungerne, non dimenticando mai che l'autocritica è importantissima: cerchiamo sempre di capire i nostri errori, per evitare il più possibile di ripeterli in futuro. Questo avviene in gran parte con lo studio post sessione.
 
Come cambia il gioco al progredire dei livelli: le fasi iniziali, le similitudini col gioco cash e l'incidenza dell'ICM: chipEV e $EV
Come tutti i tornei (tranne casi particolari), i sit'n'go sono caratterizzati dai livelli dei blind. Sono questi ultimi a governare le strategie di gioco, che cambiano man mano che il torneo procede. In un sit turbo si inizia infatti normalmente con uno stack di 1.500 chip e con il big blind (BB) pari a 20 chip. Questo vuol dire che ogni giocatore, alla prima mano, ha davanti a sé 75BB, ed è quindi abbastanza deep, ovvero dispone di molte chip rispetto al proprio stack, il che gli consente di poter giocare un poker abbastanza articolato. In questo livello, che chiameremo T20, il gioco assomiglia al gioco cash, che tipicamente si gioca con 100BB. Non dobbiamo però mai dimenticarci di un corollario importantissimo derivante dall'ICM, ovvero che le chip perse nei primi livelli di un sit'n'go hanno un valore sensibilmente superiore a quello delle chip vinte. Infatti, se giocando in all-in preflop in una partita cash una mano dove le nostra equity è del 50%, nel lungo periodo non vinceremo né perderemo soldi. La stessa mano, giocata in un sit'n'go (e nei tornei in generale), fa cadere il nostro EV in denaro, favorendo tutti i giocatori che hanno passato la mano. Nel cash game l'EV in denaro (normalmente indicato come $EV) è sempre equivalente all'EV in chip (conosciuto come chipEV). Nei tornei è invece diverso per via dell'ICM. Questo porta molti giocatori a "ignorare" le prime fasi dei sit'n'go, giocando spesso solamente con le cosiddette "premium hand". Ciò fa sì, in un field con molti giocatori random, che abbiamo convenienza nel mettere a rischio il nostro stack solo in situazioni dove abbiamo un chipEV atteso estremamente positivo. La giusta valutazione della tipologia dell'avversario è di basilare importanza in questi casi, in quanto un'ottima lettura è fondamentale per la corretta valutazione dell'EV. Con l'evolversi del field di gioco è diventato sempre più necessario non tralasciare i primi livelli, come molti fanno, confinandoli a un gioco mirato solamente a portare via lo stack ai giocatori più tecnicamente impreparati. Per giocare bene a questi livelli non dobbiamo dimenticare quanto accennato prima sulla complessità del gioco in deep stack rispetto al gioco che possiamo esprimere con uno short stack. A T20 e T30, ad esempio, ci troveremo spesso a dovere prendere decisioni su ogni street, quindi sia preflop che sul flop, sul turn e sul river. Tutto questo va fatto ovviamente con la massima cautela e ponendo grande attenzione alle caratteristiche dell'avversario. Giocando un buon poker, ai livelli bassi, è anche possibile prendere un buon numero di piccoli piatti, che ci consentiranno di avere un vantaggio maggiore una volta che arriveremo alle fasi successive di gioco.
 
I livelli intermedi: più spazio all'aggressività.
All'incremento dei bui, corrisponde generalmente un incremento di aggressività nel gioco preflop. E così da T100 a T200 la conoscenza dell'ICM diventa fondamentale, e, se siamo stati capaci di sfruttare al meglio i livelli precedenti, aumenteremo le probabilità di trovarci in una posizione privilegiata: il nostro stack e le nostre skill sono le nostre armi.
 
Quando i bui diventano alti: push o fold ?
Arrivando ai livelli superiori, il gioco diventa sempre più semplice, in quanto tutta l'azione si svolge tipicamente preflop. Lunghe sessioni di allenamento con software specifici ci consentiranno di fugare pian piano i nostri dubbi su quali siano le decisioni corrette da prendere. Un ottimo programma di training è sicuramente Sit & Go Wizard nella modalità "Quiz".
 
Un esempio pratico: un fold con un'ottima mano, negativo in chipEV ma che ci evita una perdita consistente in $EV.
Per spiegare con un esempio la differenza tra chipEV e $EV descriveremo adesso una mano giocata in bolla a T200, ante 25, in un sit da 9max. Quattro giocatori, il cutoff con 2.820 chip folda e il bottone, che ha uno stack di 7.310 chip, va all-in. Noi ci troviamo sullo small blind con 2.290 chip e la nostra mano è A-K suited. Il big blind ha 1.080 chip. Il bottone è un regular che conosce il gioco in bolla e in questa mano ha convenienza a pushare un range larghissimo, che possiamo stimare circa nell'80% delle mani. Il nostro A-K suited è sicuramente un'ottima mano e chiamando, nel lungo periodo, vinceremo chips. Infatti, contro il range stimato, il piatto sarà nostro circa il 67% delle volte. Possiamo calcolare con precisione la nostra equity utilizzando un programma come PokerStove. Tuttavia, chiamare in questo caso ci farà perdere soldi nel lungo periodo. Questo accade perché daremo un grandissimo vantaggio al giocatore sul big blind, rischiando di uscire, sia pure con una mano ottima, in quarta posizione. Utilizzando Sit & Go Wizard e dando un range di push del 79% al bottone e un range di call del 35% al big blind (con 2% di overcall nel caso noi chiamassimo), ci troveremo ad avere un differenziale di circa 1.070 chip a favore del nostro call. Questo significa che, chiamando, nel lungo periodo, la nostra "porzione" di piatto equivarrà a 3.235 chip, mentre, foldando, resteremo sempre con le nostre 2.165 chip (alle 2.290 di partenza vanno sottratti small blind e ante). Facendo i calcoli in $EV, invece, Sit & Go Wizard ci dirà che la nostra equity alla fine della mano sarà del 23,22% in caso di fold e del 21,88% in caso di call, per un differenziale negativo pari all'1,33%. L'equity di un Sit & Go equivale alla "frazione" di montepremi che ci aspettiamo di vincere nel lungo periodo. Quindi, su un sit da 100€ Turbo, un differenziale dell'1,33% va calcolato sul montepremi totale, che è di 819€. Ciò traduce il call in un costo, nel lungo periodo, di circa 11€, rendendolo un errore parecchio grave. Questo esempio ci fa vedere chiaramente come le carte che ci sono state servite siano solamente uno dei parametri in gioco: non dobbiamo mai innamorarci di queste, non considerando gli altri fattori che possono essere più rilevanti in determinati scenari, come in quello qui presentato.

Fonte:www.sportmediaset.mediaset.it
 
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